È reato anche se non si fanno nomi
Insultare qualcuno su Facebook, anche senza farne apertamente il nome, è reato. Ad affermarlo è una recente sentenza del tribunale di Chieti che ha condannato a 4 mesi di reclusione (pena sospesa)...
Insultare qualcuno su Facebook, anche senza farne apertamente il nome, è reato. Ad affermarlo è una recente sentenza del tribunale di Chieti che ha condannato a 4 mesi di reclusione (pena sospesa) una donna di 52 anni ritenuta responsabile di diffamazione aggravata e continuata nei confronti del cognato. La pena è stata ridotta di un terzo perché l’imputata ha scelto l’abbreviato. «L’imputata», si legge sul capo d’imputazione, «offendeva ripetutamente la reputazione di G.C. in quanto, pubblicando sul proprio profilo Facebook una serie di post, alludeva all’uomo, pur non indicandolo nominativamente ma con riferimenti tali da renderlo agevolmente riconoscibile».

