Accessi al mare chiusi con i cancelli: casi dal giudice

9 Settembre 2018

VASTO. Accessi al mare. A contestare l’occlusione illecita di un passaggio in località San Nicola, è un pescatore vastese, Alessandro Scafetta. Il 27 settembre la vicenda giudiziaria torna in aula....

VASTO. Accessi al mare. A contestare l’occlusione illecita di un passaggio in località San Nicola, è un pescatore vastese, Alessandro Scafetta. Il 27 settembre la vicenda giudiziaria torna in aula. Il pescatore, nonostante sia assegnatario di un posto barca sul litorale vastese, per trasferire le cassette di pescato dalla barca alla terra ferma deve fare un giro lunghissimo perché due privati avrebbero chiuso il passaggio con i cancelli. «Al mio cliente», dice l’avvocato Fiorenzo Cieri, «è purtroppo venuta un’ernia per lo sforzo che deve fare per raggiungere la sua barca, non potendo più passare lungo l’accesso naturale perché recintato», spiega Cieri. «Il pescatore deve attraversare la ferrovia e fare un giro lunghissimo e questo lo ha minato nel fisico».
Il legale ha poi ritrovato un documento che potrebbe rivelarsi fondamentale per l’esito del contenzioso. Il compianto Ignazio Rullo, dipendente comunale morto qualche anno fa che ben conosceva il territorio vastese, confermò che i pescatori avevano accessi per poter lavorare. Tuttavia i proprietari dei terreni recintati ritengono che sia un loro diritto proteggere la proprietà con dei cancelli. I loro avvocati, Mario Galante e Giuseppe Gileno, hanno spiegato al giudice che le recinzioni tutelano la proprietà privata. L’avvocato Cieri facendo riferimento a una sentenza della Cassazione confuta la tesi e ricorda: «se una recinzione occlude un accesso al mare è illegale». Cieri ha chiesto al giudice Michelina Iannetta che si occupa della vicenda, una perizia tecnica per meglio raccontare lo stato dei luoghi. Il 27 sarà ascoltata la testimonianza del comandante dei carabinieri che ha compiuto un sopralluogo sulla scogliera. (p.c.)
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