«Acqua, bollette illegali» M5S attacca sull’acconto

14 Novembre 2017

Argenio e D’Arcangelo: fatturazione inammissibile perché basata sulle stime Teateservizi: c’è sempre il saldo che tiene conto dei rilievi fatti sul contatore

CHIETI. «Bollette dell’acqua illegittime, perché illegittima è la fatturazione attraverso l’espediente dell’acconto». È quanto sostengono i due consiglieri del Movimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo. Pronte una serie di interrogazioni consiliari a riguardo, la prima è stata depositata ieri. «Il Movimento 5 Stelle di Chieti», dicono i due consiglieri, «sostiene la totale illegittimità delle ultime bollette inviate ai cittadini. Non siamo noi a dirlo», spiegano, «ma una lunga serie di sentenze della Corte costituzionale, della Corte di cassazione e di vari tribunali sparsi per l'Italia secondo i quali, il rapporto tra il gestore del servizio e gli utenti è regolato dalle norme di diritto privato relative ai contratti a prestazioni corrispettive: mi dai tot litri di acqua ed io li pago in base alle tariffe vigenti». Attraverso la fatturazione in acconto, risulta chiaro, invece, che il Comune di Chieti applica le tariffe in base ai consumi stimati. «Si tratta in realtà, di una pratica illegittima», rimarca la D'Arcangelo, «poiché la fatturazione in acconto è ammissibile solo nei casi di accertata impossibilità di procedere alla lettura del contatore».
Sono 27mila le utenze teatine. Ogni anno la fatturazione si aggira sui 5 milioni euro.
Ma i problemi per i 5 Stelle non riguardano solo lo strumento dell’acconto. C’è anche la questione Iva: «Le fatture da noi esaminate», dice al riguardo la D’Arcangelo, «presentano tutte il calcolo dell'aliquota Iva pari al 10% anche sulla parte di Quota fissa. In questo caso la giurisprudenza è concorde nel ritenere illegittima tale maggiorazione poiché la quota fissa non attiene al corrispettivo di un servizio. In tali casi, se viene richiesto il pagamento dell'imposta su quote fisse o su somme che prescindono dai consumi reali, tale parte della bolletta è senz'altro contestabile».
L’interrogazione consiliare è stata presentata non solo al sindaco Umberto Di Primio e all’assessore comunale alle finanze Valentina Luise, ma anche all’attenzione della Teateservizi, la società pubblica che si occupa della riscossione dei tributi per conto del Comune. «Riteniamo ingiustificabile», spiegano Argenio e D’Arcangelo, «che la società che si deve occupare delle entrate del Comune adotti pratiche illegittime destinate ad avere riflessi negativi su un bilancio già funestato da ben note criticità. Allo stesso modo riteniamo ingiustificabile che sindaco e assessore avallino con il loro silenzio simili pratiche salvo poi puntare il dito contro la stessa Teateservizi solo quando le illegittimità vengono a galla».
Infine, un altro profilo su cui si chiede chiarezza riguarda la cessione dei contratti di utenza dal Comune ad Aca, individuato quale nuovo gestore del servizio. Riguardo a tale operazione, obiettano i due consiglieri, non c’è stata alcuna comunicazione all’utente, pena il mancato perfezionamento dell’operazione.
Da Teateservizi, sul problema della fatturazione in acconto, replica il direttore Antonio Barbone: «È vero che utilizziamo questo metodo, ma i consiglieri 5 Stelle non hanno tenuto conto del fatto che inviamo anche un’altra tranche di bollette che sono basate sul consumo reale e non su quello stimato. Il saldo, insomma», conclude il direttore, «si fonda sui rilievi reali fatti sul contatore. In questo modo si supera il problema denunciato dai 5 Stelle». (a.i.)