Acqua razionata, Di Primio: denuncio l’Aca

Riduzione idrica allo Scalo, il sindaco: «È assurdo, così i cittadini non possono lavarsi neanche le mani»
CHIETI. L’Aca annuncia il razionamento dell’acqua per Chieti Scalo e il sindaco Umberto Di Primio minaccia di andare in procura. «Ho ricevuto solo nella tarda mattinata la mail con la quale avete comunicato che da oggi (ieri per chi legge, ndr) verrà modificato l’orario della manovra di riduzione idrica per Chieti Scalo, anticipando la chiusura di fatto alle 23», scrive il sindaco in una lettera diretta a Giovanna Brandelli, presidente del consiglio d’amministrazione dell’Aca. «Tale scelta non è assolutamente accettabile, oserei dire immotivata e irresponsabile, soprattutto in questo momento particolare e d’emergenza sanitaria che vivono il Paese e quindi la mia città».
Il sindaco scende nel dettaglio: «Si chiede ai cittadini di osservare le norme dell’Istituto superiore di sanità che, come prima regola, pone quella di lavarsi spesso le mani. Chiudendo l’acqua nelle case dei cittadini di Chieti Scalo, la parte più popolosa della mia città, impedite loro di poter osservare quella che è la prescrizione principale per evitare il diffondersi del coronavirus. Se è vero quanto scrivete in premessa, ovvero che ristoranti e attività commerciali oggi sono chiusi al pari di molte aziende, non può che essere altrettanto vero che oggi la disponibilità di acqua è maggiore rispetto a prima, nonostante la presenza nelle case di più persone per più ore al giorno». Di Primio avvisa i vertici dell’Aca: «Vi diffido a non procedere all’annunciata riduzione idrica. Qualora non riteneste di aderire alla mia richiesta, che formulo anche come autorità sanitaria locale, a tutela della salute dei miei cittadini, ricorrerò alle autorità competenti per garantire loro di potersi difendere anche attraverso il lavaggio delle mani dal coronavirus».
Proprio ieri, l’Aca ha precisato: «È un momento di emergenza e siamo chiamati tutti ad azioni di responsabilità e di solidarietà. Per questo l’Aca ha deciso di non interrompere l’erogazione di acqua potabile e del servizio di depurazione alle persone che non riescono a pagare le bollette perché lavarsi le mani, bere acqua buona e sanificare la casa sono bisogni primari e misure importantissime per difendersi dal Covid-19. È bene ricordare che l’acqua del rubinetto è sana e sicura». (g.let.)
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