Acqua, rincarano le bollette ma la depurazione migliora

Lanciano. Basterebbe (Sasi) traccia il bilancio del 2019 tra crisi idrica e aumenti «Mare più pulito con 15 milioni di euro per lavori su circa metà degli impianti»
LANCIANO. Nuove tariffe, bollette in ritardo e crisi idrica con relative proteste; lavori sui depuratori che hanno reso il mare “più blu”; gestione di tre depuratori che erano dell’Arap. È il 2019 della Sasi, società che gestisce il servizio idrico integrato in 87 comuni chietini. «Un anno impegnativo», dice il presidente Gianfranco Basterebbe, «iniziato non nel migliore dei modi, con problemi nel recapito delle bollette, non consegnate o date in ritardo dalla ditta che aveva vinto l’appalto. Un problema che ha fatto perdere alle casse Sasi 5.500.000 euro, che stiamo recuperando. Visti i problemi, da giugno il servizio è passato a Poste Italiane e abbiamo pensato di svecchiare il sistema».
App ed e-mail le parole chiave delle nuove bollette. «Ciascun utente, compilando un apposito modulo, potrà comunicarci il proprio indirizzo mail e richiederci le informazioni sulla bolletta», dice Manuela Carlucci, responsabile del commerciale Sasi, «quando emettiamo la bolletta invieremo una mail in cui sono scritti: importo, data di emissione e scadenza. In pochi giorni arriva la versione cartacea a casa». L’idea è poi di creare un’app per pagamenti digitali.
Bollette nuove, ma anche più salate a causa dell’aumento delle tariffe, anche se Sasi parla di rimodulazione, decise dall’autorità per l’energia: circa 30 euro l’anno in più, per una famiglia tipo di tre persone. «Abbiamo realizzato due video tutorial», riprende Basterebbe, «che spiegano come leggere la nuova bolletta e le tariffe. Sono già sui canali social Sasi. In questi giorni i nostri sportelli sono affollati, una media di 120 persone al giorno su 160.000 utenti Sasi; utenti che vogliono capire cosa stanno pagando, anche perché la rimodulazione è retroattiva, dal 1° gennaio 2018».
Aumenti delle tariffe e caos bollette che hanno sollevato proteste contro la Sasi che ha avuto soddisfazioni sulla depurazione. «L’intervento più rilevante fatto è il nuovo depuratore di Fossacesia», illustra Basterebbe, «che risolverà problemi anche dei comuni di Torino di Sangro, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro e Rocca San Giovanni. Abbiamo progettato e finanziato 15 milioni di euro per i lavori su 76 depuratori, sui 149 totali che abbiamo, e altri 5 milioni per togliere 80 fosse Imhoff. Interventi che hanno portato le acque costiere ad essere ancora più blu, come rilevato dall’Arta. Vorremmo creare un impianto di essiccazione dei fanghi, accanto il depuratore di Fossacesia, per risolvere il problema del loro smaltimento. In Italia ci sono solo due impianti simili, a Padova e a Reggio Calabria, vorremmo realizzare il terzo». Senza fine la crisi idrica, con relative proteste dei sindaci sangrini e vastesi e della popolazione. Servono 30 milioni che non ci sono. (t.d.r.)
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