Addio a don Nerio, aveva 80 anni Oggi i funerali a San Giustino

Nato a Pretoro, è stato per 36 anni a Gessopalena. Con l’arrivo in città fece ristrutturare la cripta Lascia una sorella maggiore e un fratello. L’ultimo saluto alle 11.30 con la messa del vescovo Forte
CHIETI. La diocesi di Chieti Vasto piange don Nerio Di Sipio, morto ieri mattina alle 8,30 nella Casa del clero, dove viveva da quasi quindici anni. Era parroco della cattedrale di Chieti dal 2008, dopo aver lasciato Gessopalena di cui era stato parroco per 36 anni. Era malato da tempo, e da maggio era diventato parroco emerito, sostituito nelle sue funzioni da don Fabio Iarlori il 1° agosto scorso. La carica di canonico della cattedrale gli dava il titolo di "monsignore", di cui però non si vantava mai, bonario, scherzoso e ironico com’era anche su se stesso. Aveva 80 anni.
Era nato a Pretoro da una famiglia numerosa e possidente. Di carattere gioviale, ma riservato, non amava intrusioni nella sua privacy, e rispettava quella degli altri. Il suo primo servizio pastorale, per volontà dell'arcivescovo Vincenzo Fagiolo, lo aveva svolto a Gessopalena, lontano dalla sua Chieti, che lui raggiunse un pomeriggio di ottobre del 1972 dopo un lungo e travagliato viaggio sulle strade di allora, sconnesse e piene di curve, come ebbe a dire nel suo commosso e inaspettato congedo. Aveva raccolto la difficile eredità di don Angelo De Ritis, trasferitosi ad Atessa, ma seppe entrare nella simpatia dei giovanissimi e delle famiglie. Amava le funzioni un po' sfarzose, ma col tempo si adeguò a una liturgia semplice ed essenziale. Ristrutturò in parte le chiese del paese, e ugualmente cercò di fare nella cripta di San Giustino a Chieti, di cui non amava la pavimentazione ondulata ed altre cose. Organizzava gite per i giovani e per le famiglie. Non tornò più nel “paese del gesso”, a parte qualche fugace visita, che però gli era rimasto scolpito dentro e ne ricordava volti e nomi.
Tutti sapevano della sua malattia, da lui accettata con cristiana rassegnazione, e fino a pochi giorni fa rispondeva alle telefonate di conoscenti e parrocchiani. Lascia una sorella maggiore, un fratello e alcuni nipoti. La salma è sta composta nella cripta della cattedrale, dove stamattina, alle 11,30, sarà celebrato il funerale, presieduto dall'arcivescovo Bruno Forte.
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