Addio a Supino, una vita dedicata ad assistere il figlio finito in coma

Pietro, 79enne, è deceduto al Renzetti di Lanciano: ha coordinato gli infermieri all’ospedale di Chieti È stato fondatore di una coop sociale per i disabili. Oggi la camera ardente, domani i funerali allo Scalo
CHIETI . Ha assistito con un amore infinito il figlio in coma per 24 anni, fino a maggio dello scorso anno, quando si è infranta l’ultima speranza di vedere i suoi occhi riaprirsi. A poco più di otto mesi da quell’immenso dolore è deceduto anche lui, Pietro Supino, papà di Mariano, per lungo tempo in stato vegetativo a seguito di un incidente d’auto avvenuto nel 1997 a Osimo, nelle Marche. Pietro se n’è andato ieri all’ospedale di Lanciano, dove - malato - era ricoverato nel reparto di Medicina generale.
Ex presidente della cooperativa Azzurra, che gestiva per conto della Asl il servizio di assistenza domiciliare integrata, è stato coordinatore infermieristico all’ospedale di Chieti. Pietro Supino è morto a 79 anni, dopo aver trascorso quasi un quarto di secolo ad assistere il figlio insieme alla moglie Nicolina. Era in ufficio quando, il 6 novembre del 1997, ricevette la telefonata dei carabinieri che gli raccontarono dell’incidente del figlio, all’epoca 29enne ingegnere aeronautico: stava andando a lavoro quando si schiantò contro un autoarticolato. Dopo aver avuto la drammatica notizia, il papà Pietro insieme al fratello Vittorio, tra i più noti avvocati d’Abruzzo, alla moglie e all’altro figlio Amedeo, partirono alla volta dell’ospedale Torrette di Ancona. Iniziò da quel momento una nuova vita, un percorso tutto in salita ma sempre accanto al figlio.
Fondò una cooperativa sociale, a disposizione di chi ha bisogno di cure e assistenza. Nel 2015, scrisse una lettera al ministro della Sanità e al papà della giovane Eluana Englaro, che lottò con ogni mezzo con l’obiettivo di staccare l’alimentazione forzata e lasciare morire la figlia, anche lei in stato vegetativo dopo un incidente. «Le decisioni», scrisse Pietro, «dovrebbe assumerle solo chi vive quotidianamente la tragedia, i familiari dovrebbero evitare di spettacolarizzare certi drammi e chiedere alle istituzioni maggiore impegno, soprattutto a sostegno dei genitori».
Ora il triste epilogo: stamattina viene aperta la camera ardente al cimitero di Chieti, domani alle 10 sono previsti i funerali nella chiesa San Pio X di Chieti scalo. (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

