Addio a Viteritti il sindacalista rosso sempre in prima linea

Muore ex operaio Ilas, storico rappresentante della Fiom Zulli: trascinatore di popolo. Il figlio: lascia un grande vuoto
CHIETI. Manifesti mortuari rossi tappezzano ancora i muri del capoluogo teatino. Rossi come il colore della fede politica di Antonio Viteritti, come il colore delle bandiere del Pci prima, di Rifondazione comunista dopo e della Cgil fino all’ultimo, sventolate nella manifestazioni di cui spesso era l’anima e la voce, rossi come venivano chiamati quei treni di lavoratori, che lui stesso organizzava da emigrante in Svizzera, quando ad esempio bisogna tornare in Italia a votare. Rossi come il colore della passione per la politica, ma in generale per le cose del mondo, che aveva animato tutta la sua vita. Comunista storico, Viteritti si è spento lo scorso 5 agosto all’età di 69 anni. Lascia la moglie, Eva Peca, e i due figli Francesco e Mariusca.
«Gli invidiavo la voce, con quel suo tono possente», ricorda l’ex segretario regionale della Cgil, Giustino Zulli, «era questo il motivo per cui ai cortei era sempre davanti con il megafono in mano, a scandire con i suoi famosi slogan il ritmo della manifestazione. Dava il là a tutti i cori e in questo era particolarmente brillante. Riusciva subito con poche parole a centrare lo spirito dell’evento. Era proprio quel che si dice un agitatore di popolo. E rappresentava sempre l’anima più a sinistra, pure della sinistra». Nel Partito comunista ci era entrato fin da giovane, Viteritti, così pure nella Cgil. Era operaio delle trafilerie Ilas di Chieti Scalo quando entrò a far parte della rsu in quota Fiom Cgil. Emigrò anche in Svizzera dove faceva il tornitore, ma anche lontano dall’Italia la passione politica non l’ha mai abbandonato. Era lì che organizzava i treni di operai per tornare a votare. E come organizzatore era proprio bravo. «Ti riempiva in un batter d’occhio tutti i pullman che servivano per partecipare alle manifestazioni romane», ricorda il responsabile provinciale di Rifondazione comunista, Riccardo Di Gregorio. Anima cossuttiana dell’ex Pci, Viteritti aderì sin dalla prima ora a Rifondazione comunista. «Mio padre mi ha trasmesso il senso di parole come impegno civico, passione politica, democrazia, sindacato, solidarietà. E ora ha lasciato un grande vuoto”, ha detto il figlio Francesco.(a.i.)

