Addio Enrico, a 30 anni ci lascia un giovane d’oro

Una breve e grave malattia si porta via Rabottini, grande cuoco e amico di tutti Domani i funerali nella chiesa del Tricalle, era cresciuto in piazza Malta
CHIETI. Della vita amava tutto. Amava la sua famiglia, il papà Peppino, la mamma Rita, caposala all’ospedale, le sorelle Gaia e Serana. E amava il suo lavoro cominciato quando da ragazzo la passione per la cucina lo portò a Villa Santa Maria, la patria dei cuochi migliori d’Italia. Ed Enrico Rabottini, 30 anni, lo era diventato ad alti livelli in un famoso ristorante di Roma. Lavorava nella capitale da sette anni ma sempre con Chieti nel cuore finché, due mesi fa, una malattia grave lo ha colpito costringendolo ad una lotta impari che, ieri pomeriggio, è finita insieme alla vita. Enrico, giovane dallo sguardo sincero e il sorriso dolce, se n’è andato per sempre davanti agli occhi del papà Peppino, noto e stimato artigiano, figlio di una conosciuta famiglia di fornai di piazza Malta. Enrico e il papà si sono stretti la mano per l’ultima volta. Il saluto alla vita e alle tante passioni si è consumato in un soffio in una letto del reparto Utic del policlinico di Colle dell’Ara dove Rabottini era stato trasferito da Roma. Alle 16 di ieri il suo cuore ha ceduto. Enrico ha chiuso gli occhi come se stesse dormendo. La notizia ha fatto il giro della città. Al Tricalle, dove vivono i genitori, e domani di terranno i funerali, in molti hanno pianto. Anche in piazza Malta un nodo ha stretto la gola di chi ha conosciuto e visto crescere questo giovane teatino. Decine sono i messaggi d’addio che hanno invaso il suo profilo di Facebook. Addio Enrico, con gli occhi sempre allegri, la passione per la buona cucina e l’amore senza confini per una famiglia eccezionale.(l.c.)

