Addio Pancella, un musicista di altri tempi

15 Settembre 2023

Oggi in cattedrale a Chieti i funerali del pianista che fece amare il jazz a generazioni di abruzzesi

CHIETI. Musicisti si nasce. Così viene da scrivere per ricordare Lino Pancella, il pianista che ha rinnovato il modo di far conoscere e amare la musica in Abruzzo. Erano gli anni a cavallo tra i 50 e i favolosi 60 quando, con i Nassa, fece ballare migliaia di giovani coppie negli stabilimenti più frequentati e popolari della costa, dal 4 Vele di Pescara alla Racchetta di Montesilvano. Per poi dare il “la” al prestigioso Coro Puccini di Chieti, per il quale ha scritto vent’anni di musica.
Anche Gino Latilla lo notò e gli chiese di suonare per lui. E ancora di quella volta che la celebre Silvana Pampanini, attrice che conquistò Totò, lo volle come accompagnatore musicale in esibizioni trasmesse dalla sede Rai abruzzese, quando questa, diretta da Edoardo Tiboni, era ancora in via Ravenna a Pescara.
Pianista, affascinato dalla musica swing, afroamericana e jazz delle origini, che lo hanno reso un pioniere in Abruzzo, Pancella si ispirava ascoltando George Shearing ed Erroll Garner, ma anche Puccini e Rachmaninov. Suonava di tutto, con eleganza e sobrietà, sul palcoscenico del teatro Marrucino, ai tempi del commendator Mario Zuccarini, con quella sua dote rara della lettura immediata degli spartiti. Ma soprattutto sapeva comporre, persino operette liriche con la moglie, Lea Curti, donna di cultura scomparsa da pochi anni, che scriveva i testi alle musiche del marito. E a lei, nel momento del distacco, dedicò una canzone sul loro grande amore nato da giovanissimi.
Una vita scandita dalle note del pentagramma. Figlio d’arte, la madre era pianista, il papà violinista, Lino Pancella è morto due giorni fa all’età di 93 anni. Lascia i figli Tony e Giancarlo, e i suoi amati nipoti. I funerali si celebreranno questa mattina a Chieti, alle 9,30, nella cattedrale di San Giustino. Sarà un addio accompagnato dalla musica, l’unico modo per salutare un artista che ha trasmesso la passione per le note, in ogni sua espressione, dalla melodica al jazz, a generazioni di giovani. E, certamente, Pancella è andato via soddisfatto della sua esistenza terrena dopo avere passato il testimone al figlio Tony, artista jazz di fama internazionale, che, a sua volta, ha trasmesso al figlio Pietro, giovane e già pluripremiato contrabbassista, la voglia di coltivare l’arte che trasforma la vita in armonia.
E ha fatto in tempo, Pancella, ad aspettare che quel testimone passasse realmente di mano in mano. È accaduto domenica scorsa, sul palcoscenico del Marrucino, dove Tony e Pietro hanno suonato insieme, per un concerto jazz con musicisti virtuosi. Esattamente come accadde 43 anni fa, nel 1980, quando Lino Pancella fece esordire il figlio sullo stesso palcoscenico. E poi ha atteso che questo evento accadesse di nuovo prima di andarsene sereno per sempre. (l.c.)