Aggredito nella rissa in discoteca

2 Settembre 2017

San Salvo, prova a dividere i due gruppi ma viene ferito. La polizia ferma un giovane

SAN SALVO. Trauma facciale con frattura scomposta del setto nasale. Sono le ferite riportate da un agente di polizia che ha tentato di placare un’accesa discussione all’esterno della discoteca Pachuka a San Salvo marina. Complice qualche bicchiere di troppo, un gruppo di romeni ha iniziato a discutere con un gruppo di vastesi, discussione degenerata poi in rissa. V.F., poliziotto 32enne in servizio fuori regione, è subito intervenuto per placare gli animi ed è stato aggredito da un giovane di Vasto che gli ha procurato ferite e lesioni al volto. Soccorso e trasferito al San Pio, il ferito al termine degli accertamenti ha avuto una prognosi di 25 giorni. L’aggressore è stato identificato e fermato dal fratello del ferito, anche lui agente della polizia di Stato, e consegnato ai colleghi del commissariato di Vasto. La polizia ha messo al corrente la Procura dell’accaduto ed ha avviato accurate indagini ascoltando numerosi testimoni ed acquisendo le immagini della videosorveglianza. Il fermato dovrebbe essere giudicato oggi con il rito direttissimo. Tutto è avvenuto nel giro di pochi minuti. Il Pachuka è uno dei locali più amati dai giovani che arrivano anche da fuori regione. Anche ieri notte era affollato. La discussione pare sia avvenuta all’esterno del locale. Due gruppi hanno cominciato a discutere per motivi banali. Sono seguite scaramucce verbali e qualche parola di troppo. L’intervento di V.F., che ha cercato di riportare la calma, non è stato gradito e l’agente è stato colpito al volto. La polizia non si è fatta però sorprendere ed è riuscita a bloccare l’aggressore.
Intanto resta in carcere il 27enne albanese che, secondo i carabinieri, il 22 giugno avrebbe sparato un colpo di pistola alle gambe di un buttafuori del Pachuka che gli aveva vietato l’ingresso. Il giovane è finito in carcere, il 7 agosto, con l’accusa di detenzione e porto abusivo di armi, lesioni gravi e ricettazione, ma continua a dichiararsi innocente.
Paola Calvano
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