Alimonti, settima asta a vuoto Il gruppo è senza compratori
ORTONA. Nessuna offerta alla settima e conclusiva asta del concordato preventivo i cui termini scadevano a fine novembre. Il gruppo Alimonti rimane senza compratori nonostante il prezzo ribassato a...
ORTONA. Nessuna offerta alla settima e conclusiva asta del concordato preventivo i cui termini scadevano a fine novembre. Il gruppo Alimonti rimane senza compratori nonostante il prezzo ribassato a circa 45 milioni complessivi dei tre stabilimenti di Caldari, Roma e Guardiagrele che erano acquistabili anche separatamente. Ma il fallimento dell’ex colosso nazionale delle farine alimentari, in crisi dal 2010, sembra un’eventualità ancora lontana.
«Continueremo», anticipano i commissari liquidatori Gianni Di Battista e Remo Di Giacomo, «a portare avanti la proposta di vendita degli stabilimenti e degli altri beni del gruppo Alimonti, e lo faremo sulla base di due criteri fondamentali che sono il ritorno alle attività di produzione e di conseguenza la ripresa dell’occupazione». La decisione di proseguire nella messa all’incanto è scaturita dai numerosi contatti che i commissari hanno avviato nei mesi scorsi con potenziali acquirenti degli asset del gruppo. Tra i creditori riuniti nel concordato preventivo ci sono fornitori, banche e gli stessi dipendenti, che tra Tfr e stipendi arretrati vantano complessivamente tra i 2 e i 3 milioni di euro. (f.b.)
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