«Alla Honda si lavora con 40 gradi»

29 Giugno 2017

La Fiom proclama due ore di sciopero: richieste finite nel vuoto

ATESSA. La Fiom proclama due ore di sciopero nello stabilimento Honda. «Dopo il processo di ristrutturazione vissuto in questi anni, abbiamo cercato di aprire un confronto con la direzione aziendale sulle tante questioni che non vanno», spiega il segretario generale Davide Labbrozzi, «ma il gruppo dirigente ha quasi sempre fatto orecchie da mercante. Ad oggi non siamo in grado di affermare se trattasi di sordità politica oppure di incapacità ad affrontare le varie questioni, ma è inaccettabile il fatto che le cose continuino ad andare male. Il sindacato ha speso tante energie nel corso di questi anni, le lavoratrici ed i lavoratori hanno dato piena disponibilità al fine di risollevare un’azienda che ad un certo punto sembrava destinata alla deriva, nonostante ciò il nulla. Dopo la sottoscrizione del contratto di secondo livello l’azienda è sparita». La Fiom riepiloga le cose che non vanno: «Abbiamo chiesto di intervenire sulla qualità della vita, ma ad oggi in Honda si lavora con una temperatura superiore a quaranta gradi; una politica di contenimento dei costi per opere a nostro avviso inutili, ma le spese superflue continuano a far parte della politica dell’azienda; di migliorare i processi di pianificazione della produzione, ma ancora ad oggi la fabbrica vive quotidianamente una condizione altalenante e spesso di emergenza; una pianificazione per quanto concerne la manutenzione degli impianti, ma si va avanti con la politica del “rattoppino”; di considerare la possibilità di tornare ad investire nel territorio per quanto concerne il mondo della fornitura, ma l’Asia rimane il posto prediletto e la fabbrica continua a fermarsi per problematiche legate ai lunghi viaggi che le navi devono sostenere. Siamo stanchi di chiedere, ora si passa alla lotta sindacale», conclude la Fiom che ha proclamato lo sciopero per oggi.