Allarme Ater: senza stipendi da tre mesi

I dipendenti lavorano gratis da novembre, si portano da casa anche la carta igienica. Sono pronti a bloccare l’ente
CHIETI. Tre mesi di stipendio in ritardo, premi di produzione relativi al 2013 mai arrivati, aumenti contrattuali previsti dal contratto Federcasa mai applicati in busta paga e, soprattutto, la sensazione di essere l’ultima ruota del carro, le cui esigenze arrivano dopo aver soddisfatto tutte le altre. Eppure loro vanno regolarmente tutte le mattine al lavoro, nonostante tutto. Sono i venti dipendenti dell’Ater Chieti che ora, però, non ce la fanno più ad andare avanti. E minacciano di bloccare l’Ater se non vengono pagati gli stipendi. Qualche giorno fa c’è stato un incontro con il commissario Antonella Gabini che avrebbe dovuto essere chiarificatore circa i soldi da loro avanzati e che, invece, li ha gettati ancora più nell’incertezza. «Il 27 era storicamente giorno di paga», dice uno di loro, Alberto Di Marzio, «ma la consuetudine è stata tolta in maniera arbitraria e ora non sappiamo più quando arriverà il prossimo stipendio. L’incontro che abbiamo avuto non ci ha affatto rassicurati ed è possibile che le mensilità non pagate diventino quattro. Molti di noi hanno famiglia, un mutuo da pagare e non sanno come andare avanti». Nino Rapposelli, uno dei tre rappresentanti della rsu, è più cauto: «Prima di agire», dice, «dobbiamo vedere tutte le carte e capire a che punto si trova l’azienda per quanto riguarda la situazione economica. Solo dopo potremo agire». La maggioranza dei dipendenti, però, pensa che non ci sia più tempo da perdere e che occorre alzare la voce subito per farsi ascoltare nelle alte sfere. Soprattutto, in tanti sono convinti che il buco nelle casse dell’Ater, nonostante il lavoro del nuovo commissario di taglio degli sperperi e di risistemazione dei conti, non sarà facilmente colmabile. A questo riguardo chiedono l’aiuto della Regione, perché altrimenti non se ne esce. Già un anno fa i dipendenti dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale pubblica avevano chiesto alla ex giunta regionale, allora guidata da Gianni Chiodi, di mettere mano al portafoglio della Regione per risollevare la situazione. Il nuovo commissario sta cercando di risistemare le cose, ma la gestione economico-finanziaria dell’ente ha delle scadenze precise cui far fronte. «Veniamo al lavoro portando da casa la carta igienica, quella per asciugare le mani e il sapone», dice per dare un’idea della situazione un’altra rappresentante della rsu, Angela Amodeo, «non percepiamo lo stipendio ma continuiamo a timbrare il cartellino ad orario. Non è giusto che siamo noi dipendenti a pagare per gli errori fatti dai vertici della precedente gestione. Chiediamo alla politica di intervenire, perché non è possibile che resti a guardare alla finestra e a far finta di non vedere. Non è colpa nostra se la precedente gestione ha fatto ciò che ha fatto. A noi non ci interessa se siano stati commessi reati o meno, ci interessa, invece, che siano rispettati i nostri diritti. E se questo non avverrà bloccheremo l’Ater». (a.i.)

