Altri fondi in aiuto alle famiglie in difficoltà

10 Luglio 2018

Guardiagrele. Stanziati 216mila euro per le donne impegnate nella cura di minori, anziani e disabili

GUARDIAGRELE . Finanziato agli Enti d’ambito sociale di Guardiagrele, Chieti e Francavilla al Mare, un progetto nell’ambito del programma operativo Fondo sociale europeo di circa 216.000 euro per offrire un aiuto in servizi alle donne impegnate nelle attività di cura verso i minori, anziani non autosufficenti e disabili, favorendone l'accesso ai servizi di assistenza alla persona. Con il progetto che coinvolge anche la Confesercenti e la Confartigianato e vede l’Ente d’ambito di Francavilla al Mare come capofila e coordinatore di tutte le attività tecniche ed organizzative, si andranno a garantire dei voucher mensili direttamente alle famiglie per l'acquisto di servizi di conciliazione familiare, offerti da strutture specializzate come cooperative sociali, associazioni enti pubblici e imprese.
«Parallelamente», spiega l'assessore comunale ai servizi sociali Inka Zulli, «ci saranno azioni di sistema per il sostegno alla diffusione e alla promozione di sistemi di welfare aziendale, per l’intero sistema imprenditoriale del territorio regionale e per il supporto di progetti pilota sul territorio». Va ricordato che potranno fare richiesta dei voucher le donne abruzzesi occupate, incluso lavoratrici autonome, anche con contratto di lavoro atipico, ovvero disoccupate frequentanti un’attività di formazione o titolari di una borsa lavoro/tirocinio formativo, che si trovino nella condizione di dover assistere figli minori di età non superiore ai 12 anni, compresi minori affidati conviventi o familiari a carico diversamente abili e anziani non autosufficenti.
«Il progetto», sottolinea Zulli, «rappresenta un’ulteriore forma di vicinanza a un bisogno di quella popolazione che non necessariamente ha un reddito Isee basso. Anzi, possiamo dire che è fatto proprio per assistere quei nuclei familiari, dove entrambi i genitori lavorano e hanno difficoltà nel conciliare i tempi dedicati al lavoro e alla famiglia, affinché siano ridotte al minimo le ripercussioni sulla vita privata e lavorativa. Oggi», continua Zulli, «accanto a questa iniziativa, proprio alla luce delle innovazioni normative in materia di welfare aziendale, la Regione, coerentemente con le linee di indirizzo della programmazione delle politiche sociali, ha integrato e valorizzato questa opportunità sollecitando il territorio, le aziende, le lavoratrici e i lavoratori, verso l'istituzione di piani di welfare contrattuali, attraverso sinergie a livello interaziendale. Agli Ambiti distrettuali sociali», conclude, «è richiesta la progettazione in questo senso».
Giovanni Iannamico
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