Alunno disabile bocciato, protesta la madre

22 Giugno 2022

Atessa. Il genitore: nel primo quadrimestre media di 6,85. La preside: non ha frequentato quasi più

ATESSA. «Questa è la buona scuola? Per favore, facciamo meno slogan e più fatti». È lo sfogo della mamma di un bambino con disabilità che è stato bocciato in prima media al Ciampoli di Atessa. «Noi non discriminiamo nessuno, ci mancherebbe, bisogna solo considerare la situazione a 360 gradi», replica Dina Colanzi, dirigente del Ciampoli.
La storia è questa. Al ragazzino è stata diagnosticata, ad aprile 2019, “un’alterazione globale dello sviluppo” ciò comporta, tra l’altro, un’emotività con disturbi di ansia; disabilità che ha comportato l’attribuzione della 104 scolastica con sostegno. I due anni di pandemia con periodi da didattica a distanza, hanno aggravato il quadro comportamentale. «Mio figlio» racconta la mamma «nel primo quadrimestre di quest’anno scolastico ha ottenuto la media del 6,85 e non ha usufruito, su nostra scelta, del sostegno. Poi qualcosa si è incrinato e spettava alla scuola intervenire e non acuire la situazione». Ai primi di dicembre ha “una prolungata manifestazione di rabbia ed ira”, come si legge nella nota scolastica e fornita dalla madre. Nel frattempo, considerata la disabilità, sono ristabilite le ore di sostegno. A febbraio arriva un’altra nota perché “l’alunno, dopo la verifica di (…) che non ha voluto svolgere, all’uscita di classe si lascia andare a scene di nervosismo poco consone al contesto scolastico”. Poi c'è Covid, prima preso dal ragazzo e poi da altri alunni e la classe va in quarantena con didattica a distanza durante la quale prende la terza nota, sempre per manifestazione “d’ira”. Poi prende nuovamente il Covid.
«Ci sono state diverse assenze alcune per andare a visite specialistiche e altre, anche queste certificate e giustificate, per tenerlo a casa perché aveva crisi di ansia. Mio figlio, considerata la sua patologia, ha bisogno di un percorso non certo privilegiato ma particolare e le note, i rimproveri e le bocciature certo non aiutano. Ci sentiamo soli. Questa bocciatura è una sconfitta per la scuola».
«Abbiamo avuto diversi incontri con i genitori e si è concordato che frequentasse in maniera ridotta ma da prima di Pasqua voleva solo tornare a casa e quindi non ha frequentato quasi più», afferma la dirigente Colanzi che aggiunge: «Il consiglio di classe non ha avuto gli elementi per la valutazione degli apprendimenti per l'ammissione alla classe successiva. Non c’è stata alcuna discriminazione».
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