Ambulatori tra muri rotti, acqua dal tetto e rifiuti

La consigliera regionale M5S, Marcozzi, denuncia il degrado della struttura «Pazienti e impiegati in condizioni inaccettabili, Asl e Comune immobili»
CHIETI. Mura scrostate, infissi consumati dalla ruggine, pavimenti ammalorati, copertura del tetto lacerata e altre situazioni di pericolo. Il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi entra nei locali dell’ex Pediatrico, in parte chiusi da tempo, per una visita ispettiva. E trova «una vergognosa condizione di fatiscenza e degrado, gran parte della struttura è stata letteralmente abbandonata dalla sanità regionale e dalla giunta di turno. Ed è incredibile pensare», sottolinea la consigliera pentastellata, «che, nello stesso stabile, siano presenti il Siesp (Servizio igiene epidemiologia e sanità pubblica) e il Sian (Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione), con i lavoratori che dovrebbero monitorare a 360 gradi tutti i potenziali rischi sul territorio costretti a lavorare in condizioni inaccettabili. Se una situazione di questa portata si vive proprio sotto quegli uffici, viene da domandarsi a chi ci si debba rivolgere per smuovere la situazione».
La consigliera regionale rileva diverse criticità: «A cominciare dal terrazzo all’apice del palazzo, la cui pavimentazione è gravemente deteriorata e causa potenziali infiltrazioni. In precarie condizioni igieniche è anche il locale adibito a ripostiglio, che mai come in questo periodo dovrebbe essere perfettamente in ordine per evitare ogni rischio di contaminazione durante le pulizie. Invece anche qui si trova sporcizia varia, sedie e tavoli accatastati, con muri e pavimenti in condizioni pessime. La situazione più grave è però quella che riguarda il piano inferiore all’ingresso attuale. Qui, oltre a un parcheggio esterno in cui l’acqua ristagna per settimane rendendolo di difficile utilizzo per personale e utenti, sono presenti stanze utilizzate come vere e proprie discariche nelle quali ci è stata riferita anche la presenza di topi. Una cosa indegna per un palazzo che ospita a tutt’oggi, tra gli altri, anche il Centro diabetologico. All’interno di questi locali, una volta, era presente l'obitorio della struttura, mentre adesso sono un luogo di degrado totale, in cui sono stati lasciati andare in malora oggetti di ogni tipo. Abbiamo trovato perfino contenitori indicanti “materie infettive”, abbandonati in maniera totalmente incontrollata e in mezzo alla sporcizia più assoluta. A ciò si aggiungono crepe sia alle porte d'ingresso che lungo tutta la lunghezza della struttura, in particolar modo sui balconi, totalmente lacerati dal trascorrere del tempo e sui quali, evidentemente, non si è intervenuti con la necessaria tempestività».
Marcozzi punta il dito contro Asl e Comune e promette un’interpellanza in consiglio regionale per avere dall’assessore Nicoletta Verì e da tutta la giunta spiegazioni «su come sia stato possibile lasciare all’abbandono questa struttura» e per sapere «quando si inizieranno i lavori per rendere nuovamente utilizzabile uno spazio di proprietà della sanità pubblica».

