Amianto su 30 chilometri i 5 Stelle vanno in Procura
Esposto dei pentastellati che segnalano 3.231 tonnellate del pericoloso minerale presente sull’area industriale dismessa. Accuse a Provincia, Comune e Asl
CHIETI. Tremiladuecentotredici tonnellate di amianto nelle coperture di immobili e capannoni industriali in un’ampia area dello Scalo, il Movimento 5 Stelle presenta un esposto alla Procura della Repubblica ed annuncia la volontà di costituire un comitato cittadino per trovare la migliore soluzione a questa emergenza. «Abbiamo sollevato le problematiche della bonifica della zona industriale dismessa e della presenza di amianto allo Scalo più di un anno e mezzo fa. Ci avevano dato dei gufi», ricorda Sara Marcozzi, consigliere regionale in quota 5 Stelle, «e alcuni enti volevano addirittura denunciarci per procurato allarme. Invece, a distanza di mesi, i fatti ci hanno dato, purtroppo, ragione. Basta vedere cosa è accaduto nella discarica di Colle Marcone».
L’obiettivo dei grillini, adesso, è quello di appurare se le istituzioni preposte al controllo di questi siti stiano facendo il proprio dovere oppure no. A partire dalla Asl che, in base alla delibera di giunta regionale numero 101 del 2013, deve svolgere il ruolo di “organo di vigilanza e di controllo per la tutela della salute della popolazione e della sicurezza negli ambienti di lavoro dai pericoli derivanti dall’amianto”. Esattamente ciò che sono tornati a chiedere ieri mattina i grillini attraverso le parole del consigliere regionale Marcozzi, dei neo consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo oltre che dell’esperto in materia Isidoro Malandra. Tutti hanno sottolineato come da tempo immemore il Movimento 5 Stelle sollecita, a vari livelli istituzionali, la bonifica del Sito di interesse regionale (Sir) di Chieti Scalo. La Regione ha convenuto su questa necessità ma, ad oggi, non ci sono state iniziative concrete da tramutare in finanziamenti. «L’assessore regionale Mazzocca», sottolinea Marcozzi, «si è detto dalla nostra parte per la bonifica del Sir, che abbraccia una vasta zona compresa tra Megalò e San Martino, anche se al momento ci sono state solo parole».
Nel frattempo c’è l’emergenza amianto allo Scalo in base allo studio eseguito, su mandato della Regione, dal Centro di ateneo di archeometria e microanalisi (Caam) dell’università D’Annunzio. La particolare struttura universitaria ha denunciato una massiccia presenza di amianto, sugli immobili e sui tetti dei capannoni industriali dismessi, in un’area dello Scalo estesa per 30 km quadrati. «Una sorta di zona rossa che abbraccia», spiega Malandra, «la zona industriale, l’università, l’ospedale, la stazione ferroviaria ed altre importanti infrastrutture della vallata. Peraltro i dati sono riferiti al 2010. La Asl avrebbe dovuto incrociarli con altri più freschi ma, per quanto ne sappiamo, non è stato fatto nulla».
Per questo il Movimento 5 Stelle ha presentato un esposto alla Procura. «Per far luce», dice Argenio, «sulle eventuali omissioni della Asl e non solo». Questo perché la Provincia ha competenze specifiche per lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto al pari del Comune. «Il sindaco, in base all’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, ha il potere», aggiunge Argenio, «di adottare gli atti necessari a fronteggiare le situazioni di rischio sanitario nel territorio comunale». Non basta. A breve arriveranno una mozione in Comune per l’emergenza amianto allo Scalo e la costituzione di un comitato cittadino.

