Vasto

Ancora a vuoto le ricerche di Domenico Racanati: «Restiamo sospesi, così è crudele»

21 Maggio 2026

La guardia costiera continua le operazioni dopo che l’uomo, il 2 aprile, è scomparso nel fiume Trigno. La disperazione della figlia

MONTENERO DI BISACCIA. Non si fermano le ricerche di Domenico Racanati, il marittimo di Bisceglie scomparso dal 2 aprile. I sommozzatori ieri hanno scandagliato i fondali utilizzando anche un magnetometro terrestre al cesio. Lo strumento, a detta degli esperti, possiede un noise floor (captazione dei rumori) unica sul mercato. Caratteristica che gli consente di rilevare la presenza di anomalie magnetiche (come ad esempio quelle riconducibili alla presenza di un auto). Ma da Montenero non arrivano notizie positive, e la famiglia insiste nel chiedere l’arrivo alla foce del Trigno di gru e mezzi capaci di sollevare il tratto di ponte crollato.

Angelica Racanati, la figlia di Domenico, ieri ha indirizzato al Centro e alle testate del Molise una nuova lettera in cui racconta la propria angoscia. «Ci sono dolori», scrive, «che non credo possano mai passare del tutto. Questo è il dolore più crudele: restare sospesi. Dimmi dove sei. È una frase semplice, quasi da bambina. Eppure, dentro contiene tutta la disperazione di chi cerca ancora qualcuno anche se il mondo ha deciso che non ci sei più. Dopo il crollo del Ponte Trigno il tempo si è spezzato in due. E ora mi chiedo, stiamo facendo abbastanza? Adesso dove sei? Non più con il corpo, ma con l’anima. In un posto migliore? In pace? Ci stai guardando? E io non so rispondere. Non davvero. Però continuo a pensare che qualcosa di te resti. Nei miei gesti, in certe parole che uso senza accorgermene, nei modi in cui mi arrabbio o sorrido. Sei rimasto lì, in mezzo alle cose, anche se non ti vedo. E quindi sì… continuo a parlarti. Anche se non rispondi. Anche se il cielo rimane zitto. Anche se il silenzio è sempre uguale».

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