Ragazzo ucciso a Vasto, i Ris passano al setaccio la casa: scanner per ricostruire il massacro

Omicidio di Andrea Sciorilli: la stanza del ragazzo, il corridoio e il garage al centro del sopralluogo dei carabinieri in via Istoniense. Da ricostruire anche l’orario dell’aggressione mortale. Intanto slitta la visita psichiatrica al padre Antonio
VASTP. Omicidio Sciorilli, i Ris ricostruiscono il delitto. Mancavano venti minuti a mezzogiorno ieri mattina quando davanti al palazzo di via Istoniense sono arrivati un furgone e un’auto con a bordo quattro uomini dei Ris di Roma. Ad attenderli c’erano i carabinieri della compagnia di Vasto e l’avvocato Massimiliano Baccalà, uno dei legali di Antonio Sciorilli, 52 anni, il funzionario Asl che ha confessato di avere ucciso il figlio Andrea con tre colpi di ascia.
Gli uomini del reparto speciale investigativo hanno compiuto un nuovo importante sopralluogo nell’appartamento, partendo dalla stanza di Andrea, il luogo in cui il 19 aprile si sarebbe verificato l’omicidio. La stanza è stata scandagliata a fondo con uno scanner 3D, strumento in grado di riprodurre la traiettoria dei colpi inferti. Antonio Sciorilli era più basso del figlio. Se al momento in cui è stato colpito Andrea era in piedi, il colpo d’ascia che lo ha tramortito è arrivato dal basso. Se invece al contrario, come arriva a ipotizzare la Procura, il ragazzo era disteso a letto, i colpi d’ascia sono arrivati dall’alto. Con un’apparecchiatura laser screen shot, gli esperti hanno cristallizzato la scena. Si è trattato di accertamenti tecnici irripetibili. A seguire, i Ris hanno compiuto un nuovo sopralluogo nel corridoio condominiale, nell’ascensore e nel garage, nel punto in cui è stato trovato il cadavere del ragazzo.
I risultati degli accertamenti uniti, a quelli dell’autopsia, racconteranno cosa è accaduto quella domenica. Il materiale trovato sui cellulari e sui computer del padre e del figlio aiuteranno invece gli investigatori a ricostruire gli antefatti e a individuare il movente dell’omicidio.
Dal sangue repertato sarà estrapolato il Dna per eseguire, in un secondo tempo, eventuali nuovi confronti. Il personale scientifico non si è limitato a repertare le tracce, ma ha eseguito anche un lavoro di ricerca per scoprire il «percorso» del corpo privo di vita di Andrea Sciorilli.
Da verificare se sia stata la vittima stessa a trascinarsi sino all’esterno, anche se sembra una ipotesi decisamente inverosimile. Resta il fatto che Antonio Sciorilli non ha certo la struttura muscolare che invece aveva il figlio. Come ha fatto ad avere la meglio sul ragazzo? Come è riuscito a trasportarlo? E come ha fatto a ripulire la grande quantità di sangue che sicuramente avrà ricoperto la stanza del ventunenne. L’uomo deve avere impiegato almeno un paio d’ore. Andrea potrebbe quindi essere stato ucciso verso mezzogiorno e non alle 14 quando un vicino ha lanciato l’allarme. La speranza è che il 52enne reo confesso riesca a ricordare almeno qualche passaggio di quella drammatica mattina e che lo racconti agli investigatori.
Antonio Sciorilli, sabato 23 maggio, avrebbe dovuto ricevere nel carcere di Torre Sinello la visita del neuropsichiatra Vincenzo Vecchioni. Il trasferimento del funzionario nel carcere di Teramo ha però fatto slittare la visita alla prossima settimana. Il perito dovrà valutare la capacità d’intendere e volere del 52enne. La valutazione della capacità di intendere e volere attraverso una visita psichiatrica è fondamentale. Secondo l’articolo 85 del Codice penale, una persona non è considerata responsabile se al momento del fatto non era in grado di comprendere la natura e la gravità del proprio comportamento. Durante la perizia psichiatrica, Il professor Vecchioni analizzerà il quadro clinico del funzionario e valuterà la presenza di disturbi mentali che influiscano sulla capacità di intendere e volere. Questa valutazione sarà essenziale per determinare la responsabilità penale e garantire che le decisioni giudiziarie siano basate su un accertamento scientifico rigoroso.

