Vasto

Famiglia nel bosco, Brambilla visita i bimbi e porta in dono i peluche: «Hanno visto i video dei miei animali»

20 Maggio 2026

La presidente della commissione per l'infanzia e l'adolescenza, Michela Brambilla, all'uscita dalla casa famiglia di Vasto, si è detta fiduciosa: “Stiamo lavorando tutti con grande impegno”

VASTO. "Sono molto fiduciosa, stiamo lavorando tutti con grande impegno". Queste le parole della presidente della commissione per l'infanzia e l'adolescenza, Michela Brambilla, all'uscita dalla casa famiglia di Vasto dove, oggi, ha fatto visita ai figli della “famiglia del bosco”. La deputata ha portato anche alcuni grandi peluche che ha donato ai piccoli durante il loro incontro. "Erano molto interessati ai video di tutti i miei animali, perché come tutti i bimbi adorano gli animali, in particolare loro che hanno vissuto sempre con loro - ha detto -. Volevo dar loro un po' di serenità e farli sentire un po' a casa. Loro mi hanno raccontato di tutti i loro animali, e lo hanno fatto con grande malinconia. Auspico che possano riprendere al più presto la loro dimensione". "I bambini - ha concluso - vanno tolti a famiglie in cui sono vittime di violenza e non alle persone perbene. Questo è stato un errore che va corretto, ma sono positiva che questo accada in tempi brevi. Nathan e Catherine sono due genitori meravigliosi a cui non manca alcuna competenza genitoriale, anzi. Sono persone che amano i loro figli più di ogni altra cosa e sanno benissimo come provvedere loro. Questi bimbi sono da mesi lontani dalla loro vita e questo ha generato un trauma dal quale non si riprenderanno mai".

PILLON. "Un confronto franco e onesto sulle criticità che ha posto le basi per una pacifica collaborazione". Con queste parole Simone Pillon, il nuovo avvocato della cosiddetta 'famiglia nel bosco' ha commentato l'incontro di oggi con l'assistente sociale Veruska D'Angelo e i medici della Neuropsichiatria di Atessa. ""Con il servizio sociale si sono affrontate con grande franchezza alcune diversità di vedute - ha aggiunto - e questo ha consentito un reciproco chiarimento che gioverà nell'immediato a distendere i rapporti. Mi auguro che tutto quanto possa portare all'auspicato rientro dei minori in famiglia non appena possibile". Gli incontri di oggi, per il legale, "sono stati senz'altro utili per meglio definire i contorni della vicenda. Storie come questa necessitano di un accurato lavoro di mediazione che si svolge soprattutto fuori dalle aule di giustizia e, a questo, stiamo lavorando".

Prossimamente, inoltre, Nathan e Catherine inizieranno un percorso di supporto genitoriale con incontri anche a cadenza settimanale con professionisti che li aiuteranno a comprendere meglio la situazione che stanno vivendo. "Sarà fondamentale questo per far ritornare i bambini con la famiglia - spiega Pillon -. Sono sostanzialmente tre gli aspetti contestati: quello abitativo che è stato risolto, quello educativo in corso, il terzo è relativo alle modalità di approccio alla genitorialità. Si tratta semplicemente di aiutarli a comprendere meglio la situazione e soprattutto di dare loro degli strumenti per sostenere ed aiutare i tre bambini coinvolti in questa vicenda".

Il legale ha detto di aver trovato collaborazione dalla Neuropsichiatria infantile ad Atessa. "Ho trovato professionisti preparati e innamorati del proprio lavoro - dice -. Si sono messi a disposizione e mi sembra di avere percepito che ci sia la più grande collaborazione". "Purtroppo negli atti e nelle relazioni - conclude Pillon - non è mai emersa una valutazione di bilanciamento tra quello che è l'effetto della cura che è stata somministrata a questi bambini, quindi delle criticità che inevitabilmente emergeranno dal loro allontanamento dai genitori verso la casa famiglia, rispetto, invece, alla situazione pregressa. Che ci fossero delle criticità è pacifico, che poi quanto è stato fatto in realtà non rischi di essere peggio delle criticità iniziali, è una questione che nessuno mai ha valutato fino in fondo. Mi sono permesso di chiedere che sia valutato".

PERIZIA. "Quando si fa una valutazione, una consulenza tecnica d'ufficio, i minori sono i protagonisti dell'approfondimento. In questo caso sono stati visti per pochissimo tempo, in modo del tutto inadeguato". Lo afferma il nuovo avvocato della 'famiglia nel bosco', Simone Pillon, criticando la perizia redatta dalla psichiatra Simona Ceccoli. "Non è stato approfondito alcun accertamento sugli stessi - aggiunge il legale -. Mi chiedo, quindi, come possa una consulente tecnica d'ufficio arrivare a conclusioni anche così assertive senza avere prima svolto le valutazioni sui minori". "Catherine è una donna dolce che si trova a vivere nella tempesta in una situazione che non ha compreso - sottolinea l'ex senatore -. Abbiamo anche la duplice complicazione dovuta alla difficoltà linguistica e culturale. Questa distanza ha portato a non avere un quadro completo della situazione. Le reazioni considerate eccessive, sono quelle normali di una mamma a cui tolgono i figli". "Le sue reazioni non sono figlie di una irrazionalità - aggiunge Pillon -. Ora puntare il dito è troppo facile. Le ragioni più importanti siano quelle dei bambini e di tornare con la mamma e il papà".