Lanciano

Andrea Prospero, 19 anni, si uccise in chat. In aula i video e le chat. Le frasi choc dell’amico: «Ammazzati».

26 Giugno 2026

Il processo a Perugia per la morte dello studente di Lanciano. Udienza in Corte d’Assise, sul banco degli imputati il coetaneo accusato di istigazione al suicidio

LANCIANO. La parola "suicidio" ricorreva continuamente nelle conversazioni tra Andrea Prospero e l'imputato Emiliano Volpe, fino a trasformarsi in dialoghi sempre più dettagliati sulle modalità per togliersi la vita. Mesi di messaggi culminati negli scambi del giorno della morte dello studente universitario di Lanciano, trovato senza vita nel gennaio 2025 in un bed and breakfast del centro storico di Perugia. È la ricostruzione fornita oggi in aula dagli investigatori della polizia postale, sentiti come testimoni nel processo a carico del giovane romano Volpe accusato di istigazione o aiuto al suicidio. All'udienza erano presenti l'imputato e i familiari della vittima.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, i primi contatti virtuali tra i due risalgono al 2023 attraverso alcune chat online. Pur non essendosi mai incontrati di persona, avrebbero instaurato un rapporto definito dagli stessi investigatori "molto profondo", caratterizzato da "frequenti confidenze anche molto personali".

Dalle conversazioni acquisite agli atti è emerso che il tema del suicidio sarebbe diventato ricorrente soprattutto tra agosto e settembre 2024. In quel periodo Prospero avrebbe confidato di non voler proseguire gli studi universitari e di non volersi trasferire nello studentato di Perugia. Dal 25 settembre, secondo la ricostruzione della polizia postale, i due avrebbero iniziato a discutere concretamente delle possibili modalità per togliersi la vita, parlando dell'assunzione di farmaci ma anche dell'utilizzo di una pistola e di una corda.

"Nemmeno se ti butti da dieci piani senti dolore", scrive l'imputato. "Ma sì. Metti che non muori", risponde Andrea. "Sennò vai in overdose. Due pasticche di Oxy e stai a posto e prima di morire stai in paradiso", prosegue il primo. "Io non voglio soffrire", replica Prospero. "Ma è più facile con una pistola. Non penso sia tanto difficile".

Gli investigatori hanno inoltre riferito che Prospero disponeva di cinque telefoni cellulari e di decine di account utilizzati per comunicare online. "I due non erano degli sprovveduti in rete - ha spiegato uno degli investigatori - sapevano come muoversi e come procurarsi determinati farmaci". Sempre secondo la polizia postale, dall'8 gennaio 2025 la preparazione del suicidio avrebbe assunto contorni ancora più definiti.

Tra gli elementi illustrati in aula figurano anche le ricerche fatte da Prospero sul web e le interrogazioni rivolte a ChatGpt. In una prima fase il giovane chiede: "Soffro di ansia sociale, ma tanto tanto. Evito di fare qualsiasi cosa al di fuori della mia comfort zone. Qualche farmaco può aiutarmi?". Poi domanda ancora: "Lo Xanax può aiutare in situazioni come discussioni? Devo dire ai miei che rinuncio agli studi ma sono molto ansioso". Successivamente le richieste si concentrano sull'ossicodone come questa: "Se uno ingerisce cinque OxyContin da 80 milligrammi muore?".

Per quanto riguarda il 24 gennaio 2025, giorno della morte dello studente, gli investigatori hanno riferito che nelle ore precedenti al decesso Prospero avrebbe scambiato messaggi esclusivamente con l'imputato. Tra quelli richiamati in aula le esortazioni a compiere il gesto estremo: "Mangia tutte e sette le pasticche e basta. Ce la puoi fare. Vai. Ammazzati", scrive il giovane. "Sono un senzapalle. Dammi più incoraggiamento", risponde Andrea.