Annullata l’ordinanza nei confronti di Covino

9 Marzo 2024

Tentata estorsione al senatore Sigismondi: il Riesame accoglie il ricorso dell’avvocato di 56 anni

VASTO. I giudici del tribunale del Riesame dell’Aquila hanno annullato l’ordinanza del tribunale di Vasto che disponeva il divieto di dimora in Abruzzo e Molise per l'avvocato Fulvio Covino, 56 anni, di Napoli, residente a Vasto, accusato di tentata estorsione e calunnia nei confronti del senatore di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi. Il legale potrà tornare a esercitare la propria professione che era stata sospesa. Il Riesame ha accolto le motivazioni presentate nel ricorso dagli avvocati Antonello Cerella e Leopoldo Zanni, difensori del collega.
La vicenda riguarda un procedimento esecutivo immobiliare incardinato nel 2017 relativo al pignoramento di un immobile. L'incarico venne affidato in veste di Ctu al senatore Sigismondi che all'epoca non era ancora stato eletto in Parlamento. Secondo l'accusa, l'avvocato Covino, difensore di fiducia dei proprietari dell'immobile pignorato, avrebbe inviato a Sigismondi richieste risarcitorie in denaro al fine di indurre a risolvere in via amichevole la vicenda. Covino avrebbe richiesto una considerevole somma di denaro per situazioni giuridiche inesistenti. L'obiettivo non sarebbe stato raggiunto per il rifiuto opposto dal parlamentare.
Per il tribunale di Vasto dall'esame della documentazione sarebbe emersa l'infondatezza delle pretese e l'intento di costringere Sigismondi e i suoi avvocati, Massimo Manieri e Luca Meogrossi, a pagare 8.100.000 euro utilizzando diffide e atti giudiziari. Covino ha immediatamente respinto le accuse presentando istanza al Riesame. L'udienza davanti al tribunale dell'Aquila si è tenuta giovedì. «Il mio assistito», commenta l’avvocato Antonello Cerella, «ha respinto ogni addebito. Non ha attivato alcuna azione giudiziaria infondata nei confronti del senatore e dei suoi legali con lo scopo di costringerli a versare considerevoli somme di denaro. Non si è trattato assolutamente di un tentativo di estorsione. È stata adita l'autorità giudiziaria, sarà il giudice civile a valutare la fondatezza o meno delle richieste risarcitorie: il Riesame ha stabilito che occorre aspettare quindi la causa civile. Nel frattempo è stata annullata l'interdizione dall'esercizio della professione forense e così pure la misura cautelare del divieto di dimora in Abruzzo e Molise. Il mio cliente è molto provato dalla vicenda ma è certo che verrà fatta ampia chiarezza». Nella vicenda sono coinvolti anche Luigi Ferretti, 78 anni, nato a San Paolo di Jesi e domiciliato a Cupello, e i coniugi vastesi Franca Desiderio e Francesco Baldassarre. Anche loro hanno deciso di presentare ricorso al tribunale del Riesame ma non è stata ancora fissata la data dell’udienza.
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