Anziano investito sulle strisce: è gravissimo in Rianimazione

10 Giugno 2021

Il 78enne travolto da una Suzuki guidata da una 46enne di Alanno che si è fermata per i soccorsi Le condizioni del ferito si sono aggravate con il passare delle ore: adesso lotta per la vita a Pescara

CHIETI. Stava attraversando la strada sulle strisce pedonali, ma un’automobilista lo ha travolto. Luciano P., 78 anni di Chieti Scalo, è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione dopo l’incidente avvenuto ieri in via Colonnetta, a poca distanza dalla stazione ferroviaria. L’investitrice, una 46enne di Alanno che viaggiava insieme al figlio, verrà denunciata per lesioni personali stradali.
Intorno alle otto del mattino, più o meno all’altezza del bar Scalo24 e di via Scaraviglia, il pensionato è stato preso in pieno da una Suzuki Ignis guidata dalla donna. Il pedone prima ha impattato contro il cofano dell’auto, poi è caduto a terra. Sull’asfalto sono rimaste la busta della spesa e le ciliegie che l’anziano aveva appena comprato. «Non l’ho visto, me lo sono trovato davanti all’improvviso», sono state le prime parole dell’automobilista, che si è subito fermata per prestare i soccorsi e lanciare l’allarme.
Sul posto è intervenuta tempestivamente un’ambulanza del 118. Almeno all’inizio, le condizioni del paziente sono apparse serie ma non tali da metterlo in pericolo di vita imminente. L’anziano, infatti, è rimasto vigile e ha risposto alle domande dei soccorritori. Trasportato in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata, il quadro clinico del 78enne è precipitato con il passare delle ore: gli esami in pronto soccorso hanno evidenziato gravi traumi alla testa, al torace e all’addome, oltre che una serie di fratture. A quel punto, i medici hanno deciso di trasferirlo nella Rianimazione di Pescara, dove ora lotta per la vita. La prognosi è riservata: decisive saranno le prossime ore.
Ad occuparsi delle indagini sono i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena.
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