Appena 100 residenti ma la prefettura invia 50 profughi

14 Aprile 2016

PIETRAFERRAZZANA. Non piace al neo “Comitato per la serenità e la tutela del territorio” la scelta della prefettura di Chieti di mandare in paese 50 (e forse più) immigrati. Il luogo scelto è l’ex...

PIETRAFERRAZZANA. Non piace al neo “Comitato per la serenità e la tutela del territorio” la scelta della prefettura di Chieti di mandare in paese 50 (e forse più) immigrati. Il luogo scelto è l’ex Park hotel. «Non chiamateci razzisti!», precisano gli esponenti del comitato che spiegano le proprie ragioni. Pietraferrazzana è un paese che ha 131 abitanti, ma nella realtà quotidiana vi abitano solo 100 persone tra cui 20 minorenni (10 sotto a 5 anni, 3 sotto i 10, e 7 tra 11 e 18). Gli immigrati, di nazionalità incerta e tutti maschi, diventerebbero quindi il 50% della popolazione residente. «Vivere a Pietraferrazzana è una scelta di vita dettata dall’amore e dall’appartenenza a questi luoghi, una scelta che prevede diversi sacrifici considerando la mancanza di strutture e posti di lavoro. Da noi s’inizia a essere pendolari a tre anni». In paese non ci sono strutture pubbliche di aggregazione quali oratori o centri diurni ma è un’oasi di tranquillità.

«Se sarà aperto il centro per immigrati, tutto questo verrà meno perché», sostiene il comitato, «per quanto queste persone possano essere educate e tranquille (la garanzia non ce la può dare nessuno) la paura legittima di mandare in giro da soli i nostri bambini o le nostre donne c’è ed è giustificata. Durante il giorno, mentre noi siamo a lavoro, in paese ci saranno solo ed esclusivamente casalinghe, bambini e anziani, in minoranza numerica rispetto agli ospiti del centro che si troveranno abbandonati a loro stessi senza alternativa alla noia! Siamo stati sempre accoglienti e solidali ma non possiamo tollerare che qualcuno motivato solo dalla questione economica venga in casa nostra a toglierci libertà e serenità». (m.d.n.)