Arrestati durante il furto «Avevamo perso alle slot»

13 Dicembre 2014

Due uomini di San Salvo fermati, processati e condannati a un anno di domiciliari «Alle macchinette sperperati 300 euro a testa, volevamo riavere quei soldi»

VASTO. Armati di piccone abbattono la parete di un palazzo per accedere ad un bar e svuotare la cassa delle macchinette videopoker. Talmente concentrati sullo scasso non si accorgono dell’arrivo dei carabinieri. Sorpresi dai militari cercano di commuoverli raccontando che il loro era il gesto disperato di due uomini che il giorno prima avevano perso quasi tutto lo stipendio al gioco. In sostanza avrebbero cercato di recuperare dalle macchinette quello che avevano perso. Una giustificazione singolare che non è bastata per evitare l’arresto e la condanna ad un anno di reclusione.

I maldestri protagonisti della bizzarra vicenda sono due 35enni di San Salvo, T.M. e D.N., entrambi noti alle forze dell’ordine. «I due, ovviamente, vista la flagranza del reato, sono stati arrestati», dice il maggiore Giancarlo Vitiello, comandante della compagnia dei carabinieri di Vasto.

A sorprendere la coppia la notte fra mercoledì e giovedì sono stati i militari del nucleo operativo e radiomobile. I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio, mentre percorrevano le strade del centro storico hanno sentito degli strani rumori provenire dall’androne di un condominio. Erano colpi molto forti. Vista l’ora - le due erano passate da un pezzo - i carabinieri si sono fermati e hanno controllato. Mano a mano che si avvicinavano al palazzo, i rumori aumentavano. I militari hanno individuato la loro provenienza, hanno percorso un lungo corridoio che dava accesso agli scantinati e hanno fatto la scoperta.

I due, armati di piccone, dopo aver colpito e abbattuto una parete in cartongesso, stavano forzando la porta che consentiva l’accesso diretto ad un bar adiacente al palazzo. Colti in flagranza, i due uomini non si sono scomposti più di tanto e hanno cercato di convincere i carabinieri che il loro gesto era dettato dalla necessità. «I due», conferma il maggiore Vitiello, «hanno provato a giustificarsi confessando ai militari dell’Arma di aver tentato di mettere a segno il furto nel bar poiché, il giorno prima, giocando alla macchinette videopoker, avevano perso circa 300 euro a testa. Le manette, ovviamente, sono scattate ugualmente ai loro polsi», annota l’ufficiale.

Arrestati con l’accusa di tentato furto aggravato, dopo aver trascorso la notte in una cella di sicurezza della caserma di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, i due ieri mattina sono comparsi davanti al giudice per la convalida dell’arresto e il processo con rito direttissimo. Al termine dell’udienza T.M. e D.N. sono stati condannati ad un anno di reclusione da scontare agli arresti domiciliari.

Paola Calvano

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