Arrivano gli stipendi arretrati ai dipendenti del San Francesco

VASTO. L’attesa per i 300 dipendenti della Casa di cura San Francesco di Vasto marina sta per finire. L’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, al termine di un incontro con i...
VASTO. L’attesa per i 300 dipendenti della Casa di cura San Francesco di Vasto marina sta per finire. L’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, al termine di un incontro con i rappresentati sindacali ha garantito che la prossima settimana arriveranno gli stipendi. La notizia fa tirare un sospiro di sollievo ai lavoratori.
I mancati pagamenti alla Fondazione Padre Alberto Mileno da parte di diverse Asl, hanno creato grossi problemi ai gestori della casa di cura. I dipendenti non percepiscono emolumenti da luglio. Giovedì si è tenuto un incontro nella sede della Asl di Chieti tra la segreteria provinciale della Fp-Cgil e i vertici dell’azienda sanitaria.
«Al termine del faccia a faccia è stato firmato un mandato di pagamento delle prestazioni alla Fondazione», fa sapere il segretario provinciale della Fp-Cgil, Ferdinando Costanzo. «Già dai primi giorni della prossima settimana dovrebbe arrivare a tutti i dipendenti uno stipendio arretrato», conferma il sindacalista. «Questo permetterà ai lavoratori monoreddito con figli a carico di poter far fronte alle spese fisse che ogni famiglia deve affrontare».
Nel frattempo la Fondazione cercherà di riscuotere almeno in parte i crediti. Somme importanti accumulate nel tempo e che poco per volta devono essere versate. I mancati pagamenti hanno infatti provocato un effetto domino. La crisi dei debitori è diventata anche la crisi dell’istituto che avrebbe dovuto disporre da tempo di quei soldi.
Solo l’Asrem del Molise deve al San Francesco 6 milioni di euro. Ferdinando Costanzo nel corso dell’incontro di giovedi ha fornito alla Regione e alla Asl teatina cifre e dati sulla situazione ricordando che nella struttura di Padre Alberto Mileno lavorano 300 persone.
«L’auspicio è che questa vicenda si risolva al più presto per la serenità dei lavoratori e anche degli utenti, anche loro preoccupati per quello che sta accadendo», dicono i sindacati. (p.c.)
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