Ascensore rotto, il caso finisce in Regione

Stazione ferroviaria di via Bergamo. Taglieri (M5S): «È fermo da mesi». Tua: «Impianto da rivedere»
LANCIANO. “Fuori servizio”: passano i mesi, ma è sempre lo stesso il cartello messo sull’ascensore della stazione ferroviaria di via Bergamo che dovrebbe permettere a lavoratori con bagaglio, mamme con passeggini e disabili di raggiungere la banchina. Un disservizio denunciato già da tempo dai pendolari della Sangritana a cui si è interessato anche il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) che chiede chiarimenti e un intervento del sottosegretario Umberto De Annuntiis, con delega ai trasporti della Regione. «Questo ascensore inutilizzabile crea un enorme disagio ai cittadini che per motivi di salute non possono scendere ai binari in altro modo», dice Taglieri, «ma anche a tutti quei pendolari che devono portare bagagli o borsoni per esigenze di lavoro. Un disservizio che si protrae da mesi». Ed è da mesi che Tua cerca di riparare il danno causato da un fulmine. A febbraio con una nota di risposta ai pendolari anche per altri disservizi di treni e navette, l’azienda disse: «L’ascensore ha avuto ingenti danni per un fulmine nella parte elettrica e ci sono difficoltà nel reperire i pezzi da sostituire. Entro 15 giorni ripartirà». «Peccato invece che l’ascensore non funzioni ancora», riprende Taglieri, «sarebbe interessante capire, tra costi di manutenzione e servizi non offerti ai cittadini, quanto sarebbe stato più utile comprare un nuovo elevatore piuttosto che mettere pezze a quello mal funzionante. Chiedo quindi al sottosegretario De Annuntiis, di intervenire per capire, anche tramite l’interessamento delle aziende che gestiscono il trasporto pubblico e la stazione, il reale stato del macchinario e di ripristinare il servizio valutando quale sia la formula migliore per risolvere questo problema una volta per tutte, tenendo ben presente il rapporto costo- benefici».
«Sono cambiate le tecnologie rispetto a quelle dell’ascensore in uso che è del 2008 e si è rifatto il progetto», spiegano dall’azienda, «e poi c’è stato il blocco di ogni attività a causa dell’emergenza coronavirus a complicare le cose. Parliamo poi di un ascensore di una stazione ferroviaria e questo per entrare in funzione deve avere l’autorizzazione dell’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) del ministero dei trasporti che si sta attendendo. Il nostro impegno è massimo. Non ci sono stati problemi di accesso alle banchine da parte dei diversamente abili». (t.d.r.)
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