Asili nido chiusi, Cgil all’attacco: sistema smantellato

CHIETI. Da oltre un mese la Fp Cgil sta cercando di avere un incontro con il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore alla pubblica istruzione Giuseppe Giampietro sul futuro degli asili nido....
CHIETI. Da oltre un mese la Fp Cgil sta cercando di avere un incontro con il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore alla pubblica istruzione Giuseppe Giampietro sul futuro degli asili nido. Richiesta vana, tanto più che con la delibera di giunta 770 di giovedì scorso sono state prese tutte le decisioni che il sindacato avrebbe voluto concertare con l’amministrazione. Il segretario Paola Puglielli, ormai all’esasperazione, parla di «de profundis anche per i nidi comunali». La sindacalista ricorda che già lo scorso anno erano stati chiusi due asili, di cui era stata annunciata la riapertura con Chieti Solidale, apertura che, a distanza di un anno, non è avvenuta.
«Dunque diversamente da quanto sarebbe auspicabile», dice Puglielli, «si vanifica a più riprese un patrimonio di competenze professionali rappresentato dall’attività dei nidi comunali nel corso di decenni. Dal dopoguerra a oggi il sistema pubblico all’infanzia non era arrivato mai così in basso. Nel giro di qualche decennio l’amministrazione può annoverare tra i suoi risultati la chiusura di 5 nidi su 6 preesistenti: 2 chiusi per il dissesto dell’ente nel 1995 e 3 dall’attuale giunta. Ancor più grave l’assenza di segnali in controtendenza e cioè neppure un progetto di investimento futuro sui servizi, a partire da quelli affidati a Chieti Solidale, che infatti ancora oggi non sono stati riaperti. Assente la programmazione di medio periodo per quanto attiene il personale comunale da impiegare nei servizi visto che, è ovvio, tutti i lavoratori prima o poi maturano il diritto alla pensione. L’investimento pubblico per l’infanzia non può essere barattato con alcun equilibrio finanziario e tanto meno la decisione di chiudere un nido non può essere considerata quasi ineluttabile quando invece è evidente che è frutto di una mancata azione politica e di programmazione».

