Asl, la Regione rivela la delibera del Flacco-bis

2 Dicembre 2015

Il manager confermato rinnova subito i contratti di quattro dirigenti Ma Cittadinanzattiva scrive al ministro Lorenzin: sono tutti atti irregolari

CHIETI. La delibera della giunta regionale che individua il nuovo manager non è più segreta: il presidente Luciano D’Alfonso con la sua giunta ha individuato nella attuale manager della Asl di Chieti, Pasquale Flacco nominato ad interim lo scorso 13 giugno, il nuovo direttore generale della Asl di Chieti. La delibera firmata lo scorso 10 novembre (vedi prospetto accanto) è stata pubblicata, dopo che il presidente della commissione di vigilanza, Mauro Febbo, si è recato in procura per portare all’attenzione della magistratura l’atto rimasto inspiegabilmente, a 21 giorni dalla sua approvazione, nei cassetti del palazzo della Regione. Febbo aveva sollevato dubbi che il provvedimento secretato non foss’altro che una “sanatoria” delle delibere del manager irregolarmente in prorogatio.

E sul caso gli fa eco il segretario regionale di Cittadinanzattiva, Aldo Cerulli, che scrive al ministro Beatrice Lorenzin, allo stesso presidente della Regione e commissario della sanità abruzzese, all’assessore Silvio Paolucci, al subcommissario Giuseppe Zucatelli, al presidente della V commissione sanità Mario Fiorentino Olivieri, e al difensore civico regionale Nicola Sisti. Cerulli sottolinea come Flacco, già direttore sanitario, era stato nominato direttore generale facente funzioni, dopo le dimissioni anticipate di Francesco Zavattaro, nelle more della nomina del nuovo manager, e la carica poteva essere ricoperta solo per il periodo di vacatio non superiore a 60 giorni dalle dimissioni (fino al 12 agosto). L’articolo 3 del decreto legislativo 502 del 1992 al comma 6 specifica, ricorda Cerulli, che la nomina del direttore generale deve essere effettuata entro 60 giorni dalla data di vacatio dell’ufficio. Scaduto il termine se la Regione non provvede, la nomina sarà fatta dal consiglio dei ministri su proposta del ministro alla Sanità. Ma questo non è stato fatto. «Ad oggi», scrive il segretario di Cittadinanzattiva, «non risulta alcun provvedimento di nomina» (la delibera è stata pubblicata come detto ieri ndr), e comunque qualsiasi provvedimento emesso o in corso di emissione non può avere efficacia retroattiva». Quindi Cerulli domanda che valore abbiano le delibere assunte dal direttore generale facente funzioni emesse dopo il 12 agosto.

Con le delibere aziendali datate 30 novembre sono stati confermati dal Flacco-bis, che si firma ancora come «facente funzioni», gli incarichi di direttori delle unità operative complesse (Uoc) dottoressa Manuela Loffredo, ingegner Filippo Manci, dottoressa Maria Grazia Capitoli tutti in carica dal 2010 e confermati fino al 2020 e quale direttore della unita operativa semplice (Uosd) la dottoressa Giustinantonia Chieffo in carica dal 2012 e confermata fino al 2018.

Cerulli, legge 190 del 2012 alla mano, mette in dubbio anche la validità delle stesse nomine. Infatti la norma, come stabilito dal Piano nazionale anticorruzione, prevede nelle pubbliche amministrazioni la rotazione effettiva dei dipendenti e dei dirigenti per evitare abusi di posizione e ridurre di conseguenza i rischi di corruzione.

La rotazione deve essere garantita, sostiene la disposizione, «salvo motivati impedimenti connessi alle caratteristiche organizzative».

«Di quale rotazione si parla», scrive Cerulli, «se, specialmente i primi tre dirigenti, erano nella funzione da 5 anni e sono stati confermati per altri cinque anni?».

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