Assaltano la Caripe, arrestati all’uscita

Sambuceto: carabinieri e polizia si fanno trovare fuori dopo l’allarme dei dipendenti, tre giovani presi con 58mila euro
SAN GIOVANNI TEATINO. Uscendo dalla banca, dopo la rapina, hanno trovato ad attenderli carabinieri e polizia. Sono subito rientrati, rifugiandosi nell’agenzia Caripe di via Po di San Giovanni Teatino dove si erano appena fatti consegnare 58mila euro. Hanno capito di non avere scampo e si sono arresi, uscendo uno alla volta.
È durata pochissimo l’ebbrezza del colpo andato a segno per i tre giovani che ieri, alle 14.40, hanno assaltato l’istituto di credito ma sono stati costretti a riconsegnare immediatamente il bottino e poi sono finiti in carcere, in stato di arresto. Sono Marcello Mastroianni, 27 anni, di Collecorvino, Luca Cataldo, 26 anni pescarese, e Marco Tuci, 27 anni, anche lui pescarese, volti noti alle forze dell’ordine dell’area metropolitana anche per altre rapine in banca.
Ieri, in base alla ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Chieti, coordinati dal tenente Antonio Moramarco, i tre si sono presentati in banca a bordo di un’auto rubata, una vecchia Y10 bianca rubata a Francavilla giovedì scorso. Avevano il volto coperto con sciarpe e passamontagna e per convincere il personale a consegnare il denaro hanno sfoderato una pistola semiautomatica, pronta per l’uso. Sono bastate poche parole, con un accento marcatamente abruzzese, per convincere i due addetti della Caripe che hanno prelevare 58mila euro e glieli hanno consegnati. In quei momenti non c’erano clienti ed è possibile che il terzetto avesse intenzione di attendere l’apertura delle casse a tempo, per prendere altro denaro, ma poi i rapinatori hanno desistito e sono usciti.
Non si sono accorti, nei minuti trascorsi in banca, che il personale aveva attivato l’allarme antirapina, collegato anche alla centrale operativa di Ortona dell’istituto di vigilanza Aquila e da lì la segnalazione è subito arrivata ai carabinieri di Chieti e alla questura di Pescara. È bastato pochissimo, ai militari dell’Arma di Sambuceto, per raggiungere via Po e piazzarsi all’esterno della Caripe, dove sono stati raggiunti subito dopo da una pattuglia del Nucleo radiomobile di Pescara e da una volante della questura di Chieti. Hanno circondato lo stabile e atteso i rapinatori e quando uno di loro ha varcato la porta si è accorto della impossibilità di fuga per cui è tornato dentro. Mastroianni, Cataldo e Tuci hanno capito di non avere alcuna chance per cui hanno abbandonato la pistola e si sono consegnati, uno alla volta. Hanno trascorso il pomeriggio in caserma, a Sambuceto, dove è scattato l’arresto (il pm è Giuseppe Falasca). Lì si sono concentrati anche il comandante provinciale dei carabinieri, Luciano Calabrò, e, per la questura,Bruno Gasbarri, Cesare Ciammaichella e Gabriella Falco. Il bottino è stato riconsegnato, così come la Y10.
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