Assalto in banca, impiegata in ospedale

2 Ottobre 2020

I rapinatori entrano dalla finestra e seminano il panico, poi la fuga a mani vuote. Dipendenti chiusi in un ripostiglio

CHIETI. Sono entrati in banca forzando la finestra del bagno, poi hanno minacciato il direttore con due coltelli e chiuso i dipendenti in un ripostiglio. Ma la coppia di rapinatori che, ieri pomeriggio, ha assaltato il Credito cooperativo abruzzese è fuggita a mani vuote dalla filiale di Chieti Scalo, in viale Abruzzo, di fronte allo stadio Angelini. Una dipendente incinta di 32 anni ha avuto un malore per lo spavento ed è stata trasportata in ospedale. Ora sono i carabinieri della compagnia di Chieti, al comando del maggiore Massimo Capobianco, a dare la caccia ai banditi, probabilmente della zona, che hanno abbandonato l’impresa perché il sistema di apertura della cassaforte era a tempo e sarebbe stato necessario aspettare.
Tutto comincia dopo le 15. Il direttore e due dipendenti, al rientro in banca dopo la pausa pranzo, si trovano di fronte i malviventi. Sono vestiti di scuro e uno ha in mano un borsone per portare via i soldi. Indossano cappello, occhiali e scaldacollo per camuffarsi; i guanti, invece, servono per non lasciare impronte. Hanno appena fatto irruzione passando dalla finestra del bagno, scardinata con un attrezzo a ventosa. I rapinatori, sotto la minaccia delle armi, intimano al direttore di aprire la cassaforte. Sono attimi di terrore. Proprio in quegli istanti, un cliente arriva davanti all’ingresso della filiale. Il direttore gli fa cenno con la testa di allontanarsi, ma è inutile: i banditi costringono l’uomo ad entrare. A questo punto, il cliente e gli impiegati vengono portati in un ripostiglio nelle vicinanze del bagno. Che non si tratta di professionisti del crimine è evidente da almeno un paio di dettagli. Il primo: sembrano andare nel pallone quando capiscono che la cassaforte è temporizzata e in cassa non ci sono soldi. Il secondo: non si preoccupano di chiudere a chiave la porta del ripostiglio e neppure di sequestrare i cellulari ai presenti, con il rischio concreto che qualcuno possa lanciare l’allarme. Fatto sta che, a distanza di poco più di due minuti, i rapinatori scappano passando dalla finestra dalla quale sono entrati e si dirigono verso l’asse attrezzato, dove ad attenderli c’è probabilmente un complice. A questo punto dalla banca parte la richiesta d’aiuto. In viale Abruzzo si precipitano i carabinieri del radiomobile, coordinati dalla tenente Maria Di Lena, e quelli della stazione di Chieti Scalo. Le ricerche in zona danno esito negativo, ma i militari recuperano uno dei coltelli che i balordi hanno gettato durante la fuga. Sul posto arrivano anche gli addetti ai rilievi della sezione operativa per raccogliere le tracce lasciate dai banditi. Dalle immagini delle telecamere, così come dalle testimonianze dei dipendenti, potrebbero arrivare dettagli utili alle indagini.