Assistenza in 10 comuni, i contatti via internet

Un numero di telefono e un indirizzo mail sono a disposizione dei pazienti fragili L’assessore Verì rassicura i sindaci sui ritardi dei tamponi: smaltiti gli arretrati
LANCIANO. Resta accanto agli utenti fragili il distretto sanitario di Lanciano che abbraccia 9 Comuni, mettendo a disposizione di quanti sono ad esempio in Adi, riabilitazione, assistenza socio sanitaria, un numero di telefono dedicato (0872.706903) e servizi online. Arrivano invece dall’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, risposte e rassicurazioni ai 46 sindaci chietini che hanno protestato per i ritardi nei risultati dei tamponi: «Il momento di difficoltà, legato a un’errata applicazione del codice di priorità su alcuni campioni inviati ai laboratori, è stato superato e l’arretrato è stato interamente smaltito».
IL DISTRETTO. In tempo di coronavirus non vengono meno le necessità di tipo sociale o socio-sanitario dei cittadini e l’équipe socio sanitaria del distretto sanitario di via don Minzoni, diretto da Manola Rosato, ha deciso di mettere a disposizione degli utenti del Punto unico di accesso (Pua) delle linee telefoniche e un indirizzo e-mail dedicato: il numero è 0872.706903 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e il mercoledì e giovedì, anche dalle 14.30 alle 16.30, la mail è pua.lanciano@asl2abruzzo.it. Numeri importanti visto che il Pua si occupa della presa in carico della persona in maniera globale, con particolare attenzione ai fragili (persone in Adi, riabilitazione, che usufruiscono di servizi specialistici come ad esempio nefropatici e dializzati) e opera in stretto raccordo con i servizi sociali dei comuni di Lanciano, Castel Frentano, Treglio, Frisa, Fossacesia, Mozzagrogna, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro e San Vito Chietino. «Il nostro obiettivo», spiega Rosato, «è continuare a fornire, in questo momento di difficoltà, utili informazioni sui percorsi assistenziali e socio-sanitari presenti e attivabili, sull’assistenza integrativa, domiciliare, residenziale e riabilitativa, primaria ed estera, sulle prestazioni specialistiche, orientando gli utenti e gestendo l’emergenza da Covid-19». Emergenza che sta allentando la sua morsa nel territorio dove ci sono lievi oscillazioni in alcuni Comuni, anche per l’arrivo di risultati di tamponi di vecchia data.
I TAMPONI. Alle proteste dei 46 sindaci, che hanno scritto alla Regione per sapere il perché dei ritardi nelle risposte dei tamponi oltre 15 giorni, arriva la replica rassicurante sulla fine delle attese dell’assessore Verì. «I ritardi sono stati determinati in Provincia da un’errata applicazione del codice di priorità su alcuni campioni inviati ai laboratori», spiega, «che si sono visti recapitare centinaia di test con codice rosso che invece, secondo le linee guida nazionali, potevano non essere processati subito. Questo ha portato a un ingolfamento dei laboratori e ad attese più lunghe anche per gli altri tamponi già in partenza correttamente identificati come non urgenti, che sono quindi finiti in coda. Oggi, però, il momento di difficoltà è stato superato e l’arretrato è stato smaltito».
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