Associazione antiusura per evadere il fisco

Otto arresti e 26 indagati. Inchiesta partita dal Nord tocca anche la provincia di Chieti con una serie di perquisizioni
CHIETI. Indagini della Guardia di finanza anche nel Chietino, oltre che in molti centri di Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli, Veneto, Liguria e Campania per smantellare un’organizzazione specializzata nel nascondere patrimoni mobiliari e immobiliari per non pagare le tasse. L’organizzazione risultava composta da 26 persone e la particolarità stava nel fatto che si serviva di un’associazione antiusura di Parma per evadere il fisco.
L’associazione offriva ad imprenditori in difficoltà particolari “servizi” finalizzati ad impedire o quanto meno ostacolare le procedure esecutive – avviate da enti pubblici per debiti verso l’erario, o anche da soggetti privati, nei confronti dei patrimoni personali o aziendali dei debitori. Questi ultimi stipulavano atti negoziali, simulati e fraudolenti, fra cui numerosi trust con organizzazioni con sede fittizia in Slovenia e società ad hoc con sede sempre in Slovenia, oltre che in Senegal e Croazia, al fine di rendere gli asset patrimoniali non più aggredibili o sequestrabili in Italia dall’autorità giudiziaria. La frode aveva diversi obiettivi: mirava ad approfittare della debolezza anche psicologica di imprenditori in difficoltà, per incassare da loro non solo laute parcelle per l’avvio dell’“affare”, ma anche le risorse economiche ancora a loro disposizione, illudendoli con una promessa di restituzione nel tempo, anche sotto forma di “vitalizio”. Tale restituzione, però, non avveniva mai o solo in parte. È il caso di una imprenditrice che ha riferito di essere stata persuasa a versare la somma di 300.000 euro su conti intestati ad una società senegalese (legalmente rappresentata dai principali indagati) con la promessa, rivelatasi non vera, di restituirgliela sotto forma di vitalizio mensile non tracciabile.
Le Fiamme gialle hanno sequestrato 7 milioni di euro, arrestato 8 persone per associazione a delinquere e interdetto un notaio e un imprenditore allo svolgimento di attività professionali e di impresa. Gli indagati sono 26 e le contestazioni spaziano dalla sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, fino alla calunnia. Quattro degli otto arrestati sono in carcere, gli altri ai domiciliari. Due di loro sono stati fermati mentre tentavano la fuga, uno era già arrivato al confine con la Slovenia. Sotto sequestro anche la sede dell'associazione, altre 7 società, tre conti correnti nonché partecipazioni societarie di 41 persone giuridiche, 16 immobili, due siti internet.
Sono stati individuati 49 trust, 71 cessioni di quote societarie, 12 affitti immobiliari, e tre cessioni di rami di azienda, a fronte di debiti tributari non pagati per svariati milioni di euro. (a.i.)

