Assolti in nove «Senza riscontri le accuse di Cozzolino»

27 Ottobre 2014

VASTO. Nel mese di luglio furono assolti con la formula «perché il fatto non costituisce reato». A distanza di tre mesi sono state rese note le motivazioni che hanno portato al clamoroso epilogo per...

VASTO. Nel mese di luglio furono assolti con la formula «perché il fatto non costituisce reato». A distanza di tre mesi sono state rese note le motivazioni che hanno portato al clamoroso epilogo per 9 imputati della maxi operazione antidroga “Tramonto”: Franco Vincenzo, Salvatore Di Rocco, Vittorio Di Rocco, Alain Nanni, Jessica Muscariello, Davide Pietrantonio, Gianluca Cupaiolo, Piero Appezzato e Anna Celentano. «Sostanzialmente le motivazioni più importati sono due: le dichiarazioni fatte dal collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino furono confermate solo dalla moglie, non da altri. Ed è rimasto dubbio anche il contenuto degli involucri che avrebbero messo nei guai gli imputati e che, secondo gli investigatori, avrebbero contenuto sostanze stupefacenti», dice l’avvocato Angela Pennetta, uno dei penalisti che ha difeso gli accusati.

L’“Operazione Tramonto” scattò a gennaio 2012 e portò in carcere 32 persone distribuendo 80 denunce in 6 regioni: Marche, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania ed Emilia. Quattordici imputati giudicati con rito abbreviato o alternativo sono stati condannati. Dieci gli assolti. Grande la soddisfazione alla lettura delle motivazioni anche degli avvocati Agostino Chieffo, Paolo Del Viscio, Nicola Chieffo, Paolo Marino che nel corso delle arringhe avevano rimarcato le contraddizioni che rendevano il castello accusatorio poggiato essenzialmente sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino, estremamente fragili. «La difesa aveva anche insistito sulla mancanza di certezze che acclarassero l’attività di spaccio degli imputati opponendosi alla testimonianza di un nuovo collaboratore di giustizia e i giudici ci hanno dato ragione», rimarca, l’avvocato Pennetta . (p.c.)

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