Assolto dall’accusa di violenza dopo 6 anni

Docente scagionato dal reato di abusi nei confronti di due sorelline: le denunce senza riscontro
CHIETI. Sei anni ha dovuto aspettare prima che la giustizia lo riabilitasse. S.P., 65 anni, noto professore di matematica teatino, è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale su due sorelle che – all’epoca dei fatti – avevano 12 e 14 anni. I giudici della Corte d’appello di Perugia, che avevano ricevuto gli atti dalla Cassazione, hanno annullato la sua condanna a 2 anni di reclusione: la sentenza è arrivata venerdì scorso. È stata dunque accolta su tutta la linea la tesi dell’avvocato Sabatino Ciprietti, difensore del docente, secondo cui non ci fu alcun tipo di abuso durante le ripetizioni fatte alle ragazzine.
È il 2013 quando scatta l’inchiesta dopo una denuncia presentata dalla madre delle minori. In realtà, almeno in un primo momento, è solo un’adolescente a puntare il dito contro il prof. Ma, nel corso delle audizioni protette richieste dalla procura, alla presenza dello psicologo, arriva il colpo di scena quando la studentessa chiede di essere accompagnata dalla sorella maggiore. E quest’ultima rivela che il professore quelle stesse attenzioni le aveva già riservate a lei quando era piccola. La pesante accusa regge in primo grado: il prof, giudicato con il rito abbreviato, viene condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione dal gup del tribunale di Chieti. Non solo: per l’insegnante scatta l’interdizione perpetua da qualunque ufficio di tutela, curatela e amministrazione di sostegno e, sempre in perpetuo, l’interdizione da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado. Ma il docente continua a dichiararsi completamente innocente. Già davanti alla Corte d’appello dell’Aquila cade l’accusa di violenza sessuale nei confronti della sorella più grande: i giudici di secondo grado rimodulano la pena in 2 anni di reclusione. A quel punto l’avvocato Ciprietti presenta in Cassazione un articolato ricorso di 68 pagine. La difesa, in estrema sintesi, sottolinea come le accuse non abbiano avuto alcun riscontro esterno e il racconto della ragazzina risulti confuso. La Suprema Corte annulla così la sentenza di secondo grado e invia le carte ai giudici di Perugia per valutare la capacità di testimoniare della presunta vittima. Arriviamo così alla sentenza di venerdì scorso, quando il docente viene assolto da quelle accuse infamanti. A distanza di 6 anni dal primo avviso di garanzia. (g.let.)

