Ateneo, per il dopo Di Ilio già si fanno cinque nomi

Il rettore uscirà di scena l’anno prossimo, ma le grandi manovre sono partite Da Chiarelli a Mastropasqua, Stuppia, Capasso e la Consorti: ecco i papabili
CHIETI. E’ decisamente presto, eppure ciò non toglie che le grandi manovre siano già partite, sospinte dalle legittime aspirazioni di molti. Parliamo di chi sostituirà il professor Carmine Di Ilio alla guida dell’università Gabriele d’Annunzio, visto che lo stesso Di Ilio, a causa delle novità introdotte dal decreto Gelimini, non potrà ripresentarsi alla carica. Entrato alla d’Annunzio giovanissimo, nel 1972, il 31 ottobre del 2017 Di Ilio terminerà il proprio rettorato, partito a giugno del 2012. E se è vero che nell’arco di quasi due anni tutto può succedere, è anche vero che certe candidature si costruiscono da lontano. Non v’è dubbio, dunque, che qualcuno stia già lavorando.
Facciamo qualche nome andando a cercare dove è più scontato: tra le file dei prof di Medicina, che in genere nell’indicazione dei rettori la fa da padrone, almeno di recente con Di Ilio e il suo predecessore Franco Cuccurullo. Tra i nomi più gettonati troviamo quello del professor Francesco Chiarelli, pediatra di fama che si occupa di svariati incarichi. Tra le altre cose Chiarelli è direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale di Chieti, direttore del Dipartimento di medicina della d’Annunzio e membro del Senato accademico. Come dire, i crismi per diventare rettore ce li avrebbe tutti. Il tam tam che gira non solo all’interno delle aule dannunziane ma anche nelle corsie d’ospedale porta anche un altro nome, quello dell’oculista Leonardo Mastropasqua, noto ben oltre i confini regionali tanto è vero che davanti alla sua porta ci sono file di pazienti che arrivano da ogni parte per farsi operare da lui attraverso le nuovissime tecnologie robotizzate che utilizza. Mastropasqua, tra le altre cose, è ordinario di Malattie dell’apparato visivo e direttore della Clinica oftalmologica dell’ospedale teatino, ma non siede all’interno degli organi di governo dell’ateneo.
Attingiamo ancora da Medicina per tirare fuori un altro nome, da sempre alla ribalta per essere il fondatore e il direttore del Museo universitario e ultimamente, suo malgrado, anche per le contestazioni nei confronti del vertice universitario all’interno del cda, del quale da circa un mese non fa più parte per decreto del rettore. Parliamo del professor Luigi Capasso che, fra le altre cose, è ordinario di Antropologia alla facoltà di Medicina. L’interessato, per natura schivo, sarebbe pronto a smentire subito qualsivoglia mira nei confronti della poltrona Di Ilio e però, attraverso le numerosissime attività culturali portate avanti con il Museo, ha dimostrato di avere indubbie doti organizzative, motivo per il quale il suo nome ha cominciato a circolare tra i papabili. Usciamo fuori da Medicina, anche se non ci allontaniamo di molto andando a Psicologia, per pescare un altro nome: quello del professor Liborio Stuppia, ordinario di Genetica medica, direttore Dipartimento di scienze psicologiche e membro del Senato accademico. Al contrario di Capasso, Stuppia è invece persona molto vicina non solo al rettore Di Ilio ma anche al direttore generale Filippo Del Vecchio. Anzi, a stare alle indiscrezioni, pare che sia proprio lui il candidato sul quale l’attuale vertice dannunziano è pronto a scommettere per la prossima tornata elettorale.
Chiudiamo con una outsider: la direttrice del dipartimento di Economia aziendale e membro del Senato, Augusta Consorti. Apprezzata da molti, qualcuno fa anche il suo nome. Nella sua storia cinquantenaria, l’università teatina-pescarese non ha mai avuto un rettore donna. Ma c’è sempre una prima volta.

