Atessa, comitato per l’ospedale: «Sì alla Medicina del lavoro qui»
ATESSA. Plaude alla proposta di Maria Amato sul San Camillo il comitato pro ospedale di Atessa. La deputata del Pd aveva prospettato la conversione del San Camillo anche in un centro di Medicina del...
ATESSA. Plaude alla proposta di Maria Amato sul San Camillo il comitato pro ospedale di Atessa. La deputata del Pd aveva prospettato la conversione del San Camillo anche in un centro di Medicina del lavoro, considerata la presenza nella Val di Sangro del vasto polo industriale. Il comitato rivendica, però, la paternità dell’idea: «Sin dal nostro primo incontro, tenutosi ad aprile all’assessorato alla Sanità, alla presenza del responsabile Silvio Paolucci e dei vertici della Asl, durante il quale ci è stata illustrato l’idea di riconversione dell’ospedale in mero Presidio territoriale di assistenza, la nostra portavoce aveva fatto la medesima richiesta all’assessore perché questo genere di attività si presta alla vocazione territoriale di Atessa». Le aziende della Val di Sangro producono circa il 33% del Pil della regione.
«Quanto propinato da Paolucci, la conversione ciò in presidio territoriale, ci sembra davvero un accanimento verso il nostro territorio in quanto, nonostante i tagli e la riforma nazionale, l’assessore è stato molto più generoso verso altri ospedali penalizzando fortemente Atessa», continua il comitato, «crediamo che con l’implementazione del reparto di Medicina del lavoro e di tutti i servizi a esso collegati, il nostro ospedale possa avere dignità maggiore di quella che avrebbe con un ospizio a 4 stelle, perché tale è ciò che l’assessore ci ha proposto». Il comitato ritiene che con la Medicina del lavoro si possa garantire la presenza di altri servizi, quali il Pronto soccorso, la diagnostica per immagini e il punto prelievi e tutta una serie di servizi collegati «che», precisano dal comitato, «invece andrebbero a scomparire all’indomani della conclusione dell’imminente campagna elettorale. Chiediamo dunque sin da subito un incontro pubblico per valutare la fattibilità della proposta della Amato». (m.d.n.)
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