Atessa, l’autogol delle bulle: pubblicano il video e si fanno identificare

30 Agosto 2026

Le autrici del pestaggio incastrate dal filmato apparso sui social: primo rapporto sul tavolo del pm. La banda spadroneggia da tempo nella zona di Monte Marcone, ma finora non c’erano state denunce

ATESSA. L’aggressione alla quattordicenne di Monte Marcone, picchiata e filmata da tre coetanee, alza il velo sul branco di bulle e bulli che da qualche tempo spadroneggia ad Atessa. Finora, però, nessun episodio ha raggiunto la ribalta delle cronache, finora non ci sono denunce né prove a carico del presunto branco. A fare la differenza questa volta può essere il video della violenza girato e diffuso sui social dalle stesse bulle, che si sta rivelando un boomerang per le tre ragazzine terribili (la vittima e le sue tre aguzzine hanno frequentato il terzo anno delle scuole medie). Il filmato di pochi secondi, che riprende parte del pestaggio, è al centro delle indagini dei carabinieri di Atessa, che hanno inviato una prima informativa alla Procura per i minorenni dell'Aquila. Intanto emergono nuovi particolari sull’episodio dello scorso 25 agosto. Sono le ore 23 circa.

La quattordicenne, figlia di genitori marocchini immigrati che da anni vivono e lavorano ad Atessa e sono perfettamente inseriti nella comunità, si trova al bar con le sue amiche. Nel locale entra una ragazza che conosce, le si avvicina e le chiede di uscire fuori per parlare. In realtà è un agguato. Una volta all’esterno, nell’area di pertinenza di un palazzo all’inizio di via Flaiano, la quattordicenne viene circondata dal branco. La “capobulla” l’accusa di aver parlato male delle sue amiche e le chiede spiegazioni. Ben presto è chiaro che si tratta di una scusa per attaccare briga. La bulla le si fa sotto, le dà una spinta e, a un minimo accenno di difesa, le molla uno schiaffo, per poi scaraventarla a terra. La trascina per un braccio, le tira i lunghi capelli. Il video si ferma qui, ma la violenza no. Le bulle le tolgono gli occhiali (la vittima soffrirebbe di un lieve disturbo visivo), le danno un morso sul braccio.

Il giorno dopo, quando la quattordicenne si è recata in ospedale accompagnata dai genitori, i segni sono ancora visibili. Cinque i giorni di prognosi dati dai medici, che non descrivono bene il dolore emotivo e i traumi psicologici che la violenza ha lasciato nella giovane vittima. Dopo l’aggressione, la ragazzina è entrata nel bar tremando e sotto choc, con i segni della violenza evidenti sul viso e una ciocca di capelli strappati. È scoppiata a piangere dicendo di non voler raccontare l’accaduto ai genitori. Subito soccorsa, è stata convinta dai presenti a chiamarli. I genitori hanno accompagnato la figlia prima in pronto soccorso e poi in caserma a sporgere denuncia. Ad incastrare le tre bulle, oltre alla testimonianza diretta della vittima, c'è anche il video girato e diffuso sui social (Instagram e Tik Tok almeno) come un vanto, accompagnato dal topic “C’è da litigare” come se esistesse una comunità virtuale a cui mostrare le proprie “gesta”.

Un video che potrebbe ritorcersi come un boomerang sulle giovani bulle. Una in particolare ha diffuso il filmato in rete con il suo profilo, indirizzando i sospetti su di lei. Tanto che la madre si sarebbe affrettata sui social a escludere qualsiasi coinvolgimento della figlia, ribadendo che si trovava a casa insieme a lei. Saranno le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura per i minorenni, a definire ruoli e responsabilità. La comunità di Atessa, come emerge anche dalla condanna espressa dal sindaco Giulio Borrelli, chiede una giusta punizione per le bulle.

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