Autonomia della scuola del paese Accolto il ricorso del Comune

15 Giugno 2023

CASALBORDINO. Un'istituzione scolastica autonoma non è soggetta ad accorpamento con altre istituzioni scolastiche provinciali se ha un'utenza compresa fra 500 e 900 alunni e conserva pertanto la...

CASALBORDINO. Un'istituzione scolastica autonoma non è soggetta ad accorpamento con altre istituzioni scolastiche provinciali se ha un'utenza compresa fra 500 e 900 alunni e conserva pertanto la personalità giuridica e la conseguente dotazione burocratica stabilita dalle leggi dello Stato per le istituzioni scolastiche autonome. Il Consiglio di Stato, ritenendo corretta l'interpretazione del Tar, ha dato ragione al Comune di Casalbordino che da otto anni rivendica l'autonomia dell'istituto comprensivo e respinge l'accorpamento con Scerni che ha portato alla realizzazione dell'istituto omnicomprensivo Ridolfi-Zimarino.
Il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, ha accolto la sentenza con soddisfazione ma per il momento ha preferito non si sbilanciarsi. «La sentenza è lunga e articolata. La leggeremo insieme ai nostri legali per bene interpretare ogni passaggio», dice Marinucci.
La guerra degli istituti scolastici va avanti da quasi nove anni. All'epoca a guidare la Regione c'era il presidente Giovanni (Gianni) Chiodi. La Regione decise di accorpare gli istituti la cui popolazione scolastica era inferiore ai parametri indicati in una norma del 1998. Casalbordino, che fino al 2013 era un istituto comprensivo nonostante un'utenza superiore ai 1.100 alunni, venne accorpato all'istituto agrario Ridolfi di Scerni e diventò istituto omnicomprensivo Ridolfi-Zimarino. La presidenza e la segreteria delle scuole di Casalbordino vennero trasferite a Scerni.
Ma il Comune non accettò la decisione e presentò ricorso. Il Tar diede ragione al Comune casalese.
A giudizio del Tar con 1.100 alunni non vi era alcuna necessità di accorpare l'istituto comprensivo Zimarino all'istituto agrario Ridolfi che, invece, con 217 alunni non disponeva dei requisiti. Alla Regione la sentenza del Tar non piacque e, ribadendo che gli istituti con popolazione scolastica esigua andavano accorpati, si appellò quindi al Consiglio di Stato. Venti giorni fa si è discussa la causa.
Il Consiglio di Stato, pur ritenendo validi i principi della Regione che hanno portato alla nascita degli istituti omnicomprensivi, ha ritenuto nello specifico la situazione di Casalbordino a sé. A questo punto l'istituto dovrebbe tornare ad essere comprensivo riacquisendo la presidenza e il personale di segreteria. (p.c.)
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