Autovelox, «dieci anni di sofferenze»

Di Stefano (Euroservice): «Avevamo rinunciato alla prescrizione del reato». Multe comunque pagate da 9 automobilisti su 10
VASTO. Ventiquattr’ore dopo la conclusione del maxi processo “Autovelox”, la vicenda continua a tenere banco. I quindici imputati assolti con formula piena sono felicissimi. Il parere dell’avvocato Isabella Mugoni, del Comitato antiautovelox che ritiene che l’assoluzione facendo riferimento all’articolo 530 capoverso secondo comma, sia dubitativa, viene smentito dall’avvocato Giuseppe Alessandro Besca. «Il tribunale ha assolto gli imputati perché “il fatto non sussiste”e non “non perché il fatto non costituisce reato”, quindi con formula piena. La formula pronunciata dai giudici significa che non c’è stata prova della sussistenza dei fatti contestati e quindi della colpevolezza degli imputati», rimarca Besca.
Per gli imputati che alla lettura hanno gioito in aula è la fine di un incubo. «Non ho mai avuto dubbi che la mia innocenza sarebbe stata provata. Ho sempre agito nella legalità», afferma uno degli assolti, Nicola Di Stefano, titolare della Euroservice. «Non a caso io e altri coinvolti abbiamo rinunciato alla prescrizione del reato. Volevamo l’assoluzione piena e l’abbiamo ottenuta», afferma Di Stefano. «Per anni abbiamo subito la gogna mediatica. Ora i giudici ci hanno dato ragione». Già che c’è il professionista rimarca che la costituzione di parte civile del Comitato antiautovelox non è mai stata accolta. «È stata accolta solo quella degli automobilisti. Comunque dopo 10 anni di sofferenze questa sentenza ci riempie di soddisfazione», ribadisce Di Stefano trascinato in giudizio con il padre Giovanni, sindaco di Fresagrandinaria, Maurizio Antonini, ex sindaco di Fresagrandinaria; Carlo Moro, sindaco di Lentella; Leandro Di Lallo, ex sindaco di Lentella; Giuseppe Besca, Antonio Marchesani, comandante della polizia municipale di Cupello; gli agenti municipali Giuseppe Cavallone di Fresagrandinaria; Domenico Profeta, di Cupello,; Gianfranco Caravaggio, di Lentella; Giosuè Forgione, di Cupello; Michele Di Dia, di Trivento; Giovanni Giammichele, ex sindaco di Dogliola, e i tecnici Nicolino Di Giuseppe e Pierluca Di Giuseppe.
La sentenza emessa dal giudice Italo Radoccia, presidente del tribunale collegiale e dai giudici a latere Fabrizio Pasquale e Michelina Iannetta, ha ricalcato le richieste fatta dalla pubblica accusa il 7 maggio. Ma per Antonio Turdò la vicenda non è affatto conclusa. «Siamo caduti in piedi», dice il presidente del Comitato Pro Trignina Abruzzo e Molise. «Aspettiamo di leggere le motivazioni ma proseguiremo la vicenda in sede civile», annuncia Turdò. Il 90 per cento degli automobilisti multati aveva già pagato la multa. Gli altri dopo la sentenza di giovedì dovranno pagarla. «Ma la partita non finisce qui», insiste Turdò.
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