Avvocati esterni Conto al Comune da 114mila euro

20 Settembre 2017

Difesa di dirigenti e dipendenti dell’ente nelle udienze penali L’opposizione: spesa incongrua. Il sindaco: vecchi processi 

VASTO. Un esborso di danaro pari a 114.427 euro per onorari vantati da avvocati esterni che negli anni hanno patrocinato e difeso dirigenti e dipendenti comunali incappati in procedimenti penali durante l’esercizio delle loro funzioni. Le parcelle ai professionisti - che vanno da un minimo di 12mila euro ad un massimo di 36mila euro - sono state liquidate con determine dirigenziali dell’Avvocatura comunale. Quei provvedimenti sono finiti nel mirino della minoranza consiliare che ne ha fatto oggetto di una mozione da discutere in aula. Ma il sindaco Francesco Menna replica: «quelle parcelle andavano pagate».
«La maggior parte delle determine sono state adottate in rapida successione tra il 7 agosto e il 12 settembre, cioè nel mese successivo alla sollevata problematica della incompatibilità del dirigente Alfonso Mercogliano», affermano Davide D’Alessandro, Vincenzo Suriani, Alessandro D’Elisa, Guido Giangiacomo e Edmondo Laudazi, «circostanza che avrebbe dovuto indurre lo stesso ad astenersi dall’adozione dei provvedimenti piuttosto che affrettarsi in attesa di risolvere la incompatibilità che avevano evidenziato e che lo stesso segretario comunale aveva ribadito in ossequio al parere dell’Ordine degli avvocati». I firmatari sollevano una serie di questioni tecniche facendo riferimento a sentenze e orientamenti giurisprudenziali. Secondo i consiglieri del centrodestra prima di assumere l’onere della spesa il Comune avrebbe dovuto valutare «la sussistenza del requisito concernente la scelta del legale di comune gradimento, selezione che, in un’ottica di compendio dell’interesse pubblico con quello privato deve costituire oggetto di preventiva valutazione da parte dell’ente».
Dall’esame delle determine si evince, invece, che «in nessuno dei casi presi in esame vi sia stata la preventiva consultazione con l’ente al fine di individuare un comune gradimento sul difensore. Non è dato rinvenire nessun criterio in merito alla congruità dell’onorario, né direttamente né indirettamente rimanendo la liquidazione semplice esito di una apodittica indicazione della somma liquidata. L’ingente esborso di denaro, pari a 114.427 euro», aggiungono i cinque consiglieri, «impone l’adozione di una immediata sospensione della liquidazione delle somme ed una attenta valutazione della legittimità dei provvedimenti». La mozione impegna il sindaco Menna e la giunta «a riferire in consiglio con estrema urgenza in merito alla questione evidenziando ogni responsabilità del dirigente dell’Avvocatura e procedere alla immediata irrogazione delle sanzioni disciplinari».
«Le parcelle andavano pagate», replica il sindaco, «si tratta tra l’altro di onorari che si riferiscono a vecchi procedimenti penali».
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