Bagno rotto da mesi, ma l’Ater non ha soldi per ripararlo

CHIETI. Dallo scorso mese di novembre continua a chiedere all’Ater di provvedere alla risistemazione del bagno del proprio appartamento. Ma i mesi passano, le giustificazioni dei funzionari Ater si...
CHIETI. Dallo scorso mese di novembre continua a chiedere all’Ater di provvedere alla risistemazione del bagno del proprio appartamento. Ma i mesi passano, le giustificazioni dei funzionari Ater si moltiplicano, a casa del signor Giancarlo Sonsini (nella foto), però, non si è mai presentato alcun operaio per riparare il bagno.
L’appartamento si trova in piazza San Pio Decimo allo Scalo. Sonsini, 75 anni e invalido al 100%, vi risiede insieme alla moglie e, in tanti anni da inquilino Ater, non ha mai sgarrato un pagamento. È stato sempre puntuale con i suoi doveri da inquilino, nonostante le difficoltà. Il bagno pare abbia un problema semplice: si è rotta la conduttura principale, cosicché ogni volta che viene utilizzata dell’acqua, ci sono abbondanti perdite che creano problemi anche agli inquilini degli appartamenti che si trovano sotto a quello del signor Sonsini.
Senza contare i cattivi odori da cui la casa viene quotidianamente invasa. E se è vero che l’appartamento ha anche un secondo piccolo bagno di servizio, è anche vero che il signor Sonsini non può andare avanti in questa maniera. Suo figlio, Adriano Sonsini, ha iniziato a telefonare all’Ater da novembre scorso con una media di una telefonata a settimana e si è sentito rispondere di tutto per giustificare il mancato arrivo degli operai per la riparazione del bagno. Una volta rispondevano che c’erano stati disguidi, un’altra che forse c’era stata una dimenticanza, un’altra ancora non sapevano che pesci prendere.
E così via dicendo. Fino a quando, la settimana scorsa, i funzionari Ater hanno semplicemente detto che «erano cambiate disposizioni e direttive» e che l’intervento veniva procrastinato a «data da destinarsi». «Sono a conoscenza delle grandi difficoltà economiche che sta vivendo l’Ater di Chieti», dice Adriano Sonsini, «ma non è giusto che a pagare siano gli inquilini che non c’entrano nulla con i conti in rosso dell’Ater».(a.i.)

