Balestri: io Pinocchio scelto da Comencini fra tremila bambini

A Chieti quarant’anni dopo il film con Manfredi-Geppetto si esibisce al Supercinema e racconta la sua storia al Centro
CHIETI. Dopo oltre quarant’anni l’aspetto fisico è ovviamente cambiato e si fa fatica a riconoscere in Andrea Balestri il Pinocchio interpretato all’età di sette anni nel celebre film che Luigi Comencini ha dedicato al burattino più amato del mondo. Gli occhi, però, quelli sì, sono rimasti gli stessi. E rivelano una personalità estroversa, sincera, spontanea e vivace, caratteristiche che evidentemente colpirono anche Comencini che nel 1971 scelse Balestri selezionando le foto di 3.000 bambini scattate nelle scuole toscane. Ieri pomeriggio l’attore, anche cantante, pisano (sulle doti canore Balestri ama ironizzare) ha portato al Supercinema il suo spettacolo “Pinocchio racconta Pinocchio”. Una pièce che ha fatto rivivere la magia di quel film sul burattino che diventa bambino girato con una serie di mostri sacri del cinema italiano che caratterizzavano in modo quanto mai azzeccato i personaggi del libro di Carlo Collodi che, con la sua ottantina di traduzioni in lingua straniera, resta a tutt’oggi, dopo i “Promessi Sposi”, il secondo libro italiano di prosa più letto al mondo. A raccontare tutti i retroscena dello sceneggiato Rai, trasmesso per la prima volta nel 1972, oltre al Pinocchio un po’ cresciuto di Balestri sul palco c’era anche la sua compagna, Cecilia Scicolone, insieme a cui ha scritto lo spettacolo. Con loro si sono esibiti gli attori della compagnia teatrale che lo stesso Balestri ha creato, chiamandola non a caso l’Abc di Pinocchio. E pensare, ha svelato in conferenza stampa, che da piccolo quando interpretò Pinocchio non ci pensava proprio a fare l’attore, anzi la sua preoccupazione era solo quella di tornare il più presto possibile a giocare con gli amici. Lo spettacolo generalmente si avvale anche dell’apporto di cantanti e ballerini, ma per la tappa teatina Balestri ha voluto sostituire il corpo di danza utilizzato solitamente con uno del posto, attingendo alla scuola teatina di danza di Cristina Nudi. Con fotografie e filmati inediti, insieme alle canzoni e ai balletti, il protagonista ha raccontato l’esperienza vissuta da bambino mentre girava la pellicola, svelando retroscena, raccontando aneddoti, curiosità, trucchi utilizzati e, infine, soffermandosi sui rapporti avuti con gli altri attori e con il regista. Lo spettacolo, a ingresso gratuito, ha avuto anche un risvolto benefico, contribuendo alla raccolta fondi a favore di Mariano, un bambino argentino residente a Manoppello malato di tumore e bisognoso di un intervento in Spagna. La raccolta fondi è stata avviata dall’associazione teatina l’Orsetto, presieduta da Rino Di Giannatale, la stessa che, in collaborazione con l’assessore comunale all’Istruzione, Giuseppe Giampietro, e la consulta delle associazioni, con a capo il neo presidente Giustino Angeloni, ha organizzato la trasferta teatina di Balestri e della sua compagnia teatrale, occupandosi anche della ricerca degli sponsor che hanno supportato economicamente l’iniziativa. L’idea, però, è venuta a un consigliere comunale, Marco Di Paolo, che ha detto di aver riscoperto il film di Comencini facendolo vedere ai suoi figli.
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