Pierburg Lanciano, sciopero spontaneo: gli operai abbandonano la plenaria convocata dall’azienda

La protesta è scoppiata mentre resta aperta la vertenza sul futuro del sito produttivo, al centro del confronto tra sindacati, azienda e ministero delle Imprese e del Made in Italy. Numerosi lavoratori hanno manifestato il proprio dissenso utilizzando fischietti e dando vita a un corteo all'interno dello stabilimento
LANCIANO. Sciopero spontaneo oggi nello stabilimento Pierburg di Lanciano durante una plenaria convocata dall'azienda con tutti i dipendenti. La protesta è scoppiata mentre resta aperta la vertenza sul futuro del sito produttivo, al centro del confronto tra sindacati, azienda e ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Secondo quanto riferiscono Fiom Cgil e Fim Cisl di Chieti insieme alla Rsu aziendale, la convocazione della riunione sarebbe avvenuta senza un preventivo confronto con il Mimit e con le organizzazioni sindacali. Durante l'assemblea, numerosi lavoratori hanno manifestato il proprio dissenso utilizzando fischietti e dando vita a un corteo all'interno dello stabilimento. Successivamente hanno lasciato l'officina radunandosi all'esterno dei cancelli.
Nel comunicato diffuso al termine della mobilitazione, i sindacati parlano di una risposta "dura" delle maestranze nei confronti dell'atteggiamento dell'azienda e accusano Pierburg e la controllante Rheinmetall di aver nuovamente aggirato il confronto istituzionale. "L'azienda riferisca presso il Ministero", chiedono le organizzazioni sindacali.
La protesta arriva a pochi giorni dall'annuncio di un nuovo pacchetto di otto ore di sciopero proclamato da Fiom e Fim dopo la cessione degli stabilimenti Pierburg di Lanciano e Livorno al fondo tedesco Aequita. Secondo i sindacati, l'operazione sarebbe stata completata prima della conclusione del confronto avviato al ministero e senza le garanzie occupazionali e industriali richieste per i due siti produttivi.
Nei giorni scorsi le sigle sindacali metalmeccaniche avevano accusato Rheinmetall di aver disatteso gli impegni assunti al tavolo ministeriale, chiedendo al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la convocazione urgente di un nuovo incontro. Le stesse organizzazioni avevano inoltre criticato la decisione dell'azienda di programmare assemblee plenarie con i lavoratori senza un preventivo confronto con le rappresentanze sindacali e con il ministero.

