Chieti

Ballottaggio, a Chieti alle 12 ha votato il 14,66%. Al primo turno la percentuale era 15,48%

7 Giugno 2026

Affluenza in calo nel primo rilevamento nelle 54 sezioni cittadine in cui si vota. Trend negativo anche nelle altre città italiane

CHIETI. A Chieti, dove si torna alle urne oggi e domani per scegliere il nuovo sindaco tra Giovanni Legnini e Cristiano Sicari, alle 12 nelle 54 sezioni della città ha votato il 14,66% degli aventi diritto; al primo turno, alla stessa ora di domenica 24 maggio, aveva votato il 15,48%. Al primo turno del 24 e 25 maggio scorsi Giovanni Legnini, candidato del campo largo e progressista del centrosinistra, ha ottenuto il 47,2% delle preferenze. Cristiano Sicari, rappresentante di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Noi Moderati, ha ottenuto il 27,5%; ora al ballottaggio ha accanto anche la Lega di Mario Colantonio e le liste civiche di Alessandro Carbone, che portano in dote complessivamente il 21% delle preferenze.

NAZIONALE. Urne aperte dalle 7 alle 23 per i ballottaggi che riguardano i comuni di 12 regioni, compresi 6 capoluoghi di provincia (Arezzo, Chieti, Lecco, Agrigento, Trani e Macerata). Si vota anche per il primo turno in 148 comuni in Sardegna. Si potrà votare anche domani dalle 7 alle 15. L'affluenza alle urne per i ballottaggi in corso in 12 regioni per le comunali è stata alle ore 12 del 13,55% con un calo di quasi 2 punti rispetto al 15,52% del primo turno.

NEL DETTAGLIO. Al netto delle vittorie al primo turno, infatti, restano da assegnare ancora 41 Comuni sopra i 15mila abitanti, sei dei quali sono capoluoghi. Si tratta di Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata, Trani. Qui si testerà la capacità dei candidati di allargare il consenso oltre le coalizioni tradizionali, attingendo di civici, centristi e di quell'elettorato più nettamente schierato a destra o a sinistra. Al voto anche la Sardegna, con un primo turno che coinvolge 148 comuni nell'isola.

Il caso Vigevano sarà simbolico, con i voti dei vannacciani che - dopo aver sforato il 14% il 24 e 25 maggio - potrebbero costituire l'ago della bilancia nella sfida tra i due aspiranti sindaci, una supportata dai progressisti, l'altro da Forza Italia e da una lista civica. Ad Agrigento si sfideranno Michele Sodano (centrosinistra) e Dino Alonge (Fi-Fdi-Udc e autonomisti). Il primo ha mancato la vittoria secca per poco, fermandosi al 39,1%, il secondo ha incassato il 34,7%.

A fare la differenza potrebbero essere gli elettori del terzo candidato in ordine decrescente: Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc, aveva ottenuto il 14% delle preferenze. Ma Gentile ha escluso apparentamenti e pesano ancora le polemiche di un centrodestra che si è spaccato al primo turno.

Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa sarà tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Quest'ultimo è indietro di 11,45 punti rispetto allo sfidante e pesa l'incognita dei voti centristi in uscita. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma, per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto. Una doccia fredda per i progressisti, la cui rimonta appare più ardua. 

A Lecco il ballottaggio sarà tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli che è avanti con il 48,65%. Il movimento civico dell'aspirante sindaco arrivato terzo con il 5,19% dei voti ha deciso di lasciare libertà di voto, come pure Patto per il Nord (1,74%).

A Macerata il ballottaggio è scattato per un soffio: il sindaco uscente Sandro Parcaroli, espressione del centrodestra, è in testa con il 49,96% delle preferenze. Indietro lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,95%). Quest'ultimo, dal 26 maggio in poi, ha lavorato molto sulle intese puntando in particolare sul voto dei cattolici e raggiungendo un'intesa con Marco Sigona, il candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle Idee.

A Trani, dopo due mandati targati Pd, si sfideranno Marco Galiano (40,69%), sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5S, e Angelo Guarriello (30,32%) per il centrodestra. Anche in questo caso nessun apparentamento fatto.