Banconote false, sequestrati 29mila euro

9 Gennaio 2024

Il bilancio della guardia di finanza nel 2023: in provincia di Chieti il taglio contraffatto più diffuso è stato quello da 50 euro

CHIETI. È di oltre 29mila euro il valore di 663 banconote false sequestrate nel 2023 dal comando provinciale della guardia di finanza di Chieti, a seguito di «attività dirette alla sicurezza in materia di circolazione dell’euro e al contrasto del fenomeno del “falso monetario” che, in rapporto al 2022, è aumento del 13%. Tra le banconote sequestrate quelle più presenti sono il taglio da 50 euro: 415 pezzi per un valore di 20.750 euro. Seguono quelle da 20 euro, 195 pari a 3.900 euro, da 100 euro (42 banconote), da 10 euro (9 biglietti). Nel 2023 sono stati sequestrati solo un pezzo da 200 euro e uno da 5. I Comuni più interessati al fenomeno sono Vasto, San Salvo, Lanciano, Chieti e San Giovanni Teatino. I reati, al momento a carico di ignoti, sono stati segnalati alle procure competenti per territorio.
Le banconote sequestrate dal nucleo di polizia economico-finanziaria sono solitamente spese nei grandi centri commerciali, in supermercati e autogrill, nei distributori stradali, ritirate dagli istituti di vigilanza o versate nella cassa continua degli istituti di credito.
Un significativo supporto alle indagini arriva dalle sinergie attuate con il Centro nazionale analisi della Banca d’Italia, che rimette periodicamente al comando provinciale le banconote già riconosciute false e sulle quali vengono condotti approfondimenti investigativi utili a rilevare collegamenti con episodi criminosi che hanno interessato la provincia di Chieti. Gli approfondimenti operativi delle fiamme gialle chietine sono finalizzati a ricostruire l’intera filiera del falso per individuare eventuali ipotesi di reato connesse, quali truffa e riciclaggio. Il comandante provinciale, colonnello Michele Iadarola, nel precisare che «i metodi di contraffazione scoperti hanno evidenziato una sempre maggiore tecnologia attraverso il ricorso a sofisticate strumentazioni», e invita «ad avere sempre alta l’attenzione nella ricezione e spendita delle banconote, anche senza tralasciare quei minimi segni che possano celare tanto un’abile quanto grossolana falsificazione».
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