Baomarc, riconversione lenta Il M5S porta il caso alla Camera

30 Marzo 2021

Il deputato Grippa: «A oggi ha assunto soltanto 28 lavoratori su 160 previsti, è un vero fallimento» L’azienda qualche mese fa aveva attribuito i ritardi alla pandemia e alle lungaggini burocratiche

ATESSA. Reindustrializzazione della ex Honeywell ad Atessa da parte della multinazionale cinese dell'acciaio Baomarc: è stata depositata nei giorni scorsi in Parlamento l'interrogazione a firma della deputata del Movimento 5 Stelle, Carmela Grippa. La fase di reindustrializzazione negli ultimi mesi ha subito alcune battute d'arresto, sia a causa della pandemia da Covid, sia a seguito di lungaggini burocratiche e di pianificazione regionale, come sottolineato nei mesi scorsi anche dall'amministratore delegato Baomarc, Andrea Mazzesi.
«Molte incertezze aleggiano sul futuro di molti lavoratori ex dipendenti Honeywell e delle loro famiglie», interviene la deputata Grippa, «dopo che si era aperto uno spiraglio di luce a seguito dell’accordo siglato al Mise con la società Baomarc Spa che dopo aver ottenuto gratuitamente uno stabilimento industriale all’avanguardia per continuare la sua produzione avrebbe dovuto ricollocare almeno il 30% della forza lavoro, conteggiata in 340 ex lavoratori della fabbrica degli ex turbocompressori. Ma, purtroppo, a questo mese di marzo e dopo un anno e mezzo circa, sono stati assunti “solo” 28 persone di cui 6 licenziati, 4 indotti alle dimissioni, a fronte di un piano che prevedeva 160 di assunzioni: la reindustralizzazione sembra così avviarsi al pieno fallimento probabilmente voluto. È chiaro», prosegue l'esponente del Movimento 5 Stelle, «che i lavoratori devono trovare, e presto, una loro collocazione in azienda come da intese; è inimmaginabile che qualcuno pensi che la promessa della loro assunzione poteva essere la leva per acquisire lo stabilimento per poi lasciarli a casa. L’azienda deve condurre il proprio impegno secondo i criteri di correttezza e di buona fede e auspico che ci sia presto una svolta. La Regione, organo preposto al controllo è assente. Noi continueremo a vigilare».
La Baomarc, azienda del gruppo Baosteel, primo produttore al mondo di acciaio, si è resa protagonista nei mesi scorsi di una delle più importanti reindustrializzazioni mai avvenute su suolo abruzzese, con un piano industriale di 21 milioni e 850 mila euro che, in 36 mesi, così come era previsto nel piano sottoscritto a Roma il 16 febbraio 2018, arriverà a sostituire le attività della Honeywell, delocalizzata in Slovacchia dall'oggi al domani, e ad assumere 162 ex dipendenti dell’ex azienda dei turbocompressori.
La multinazionale dell'acciaio è venuta in possesso dell'impianto del valore di 4, 9 milioni di euro, il 19 dicembre 2019. Prima di riassumere il personale licenziato da Honeywell, la Baomarc ha avviato una selezione (interrotta inizialmente a causa del primo lockdown del marzo scorso) con test attitudinali e colloqui. Secondo il cronoprogramma aziendale entro giugno 2021 si dovrebbero inserire almeno 90 lavoratori e altri 52 entro maggio 2022.
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