Bar e negozi pieni di universitari: «Dopo il Covid torniamo a vivere»

Boccata d’ossigeno per il commercio in difficoltà: affari trainati dalle spese sostenute dagli studenti «Con le lezioni a distanza qui non entrava nessuno: qualcuno ha tenuto il locale chiuso per giorni»
CHIETI. Gli universitari tornano ad affollare le vie di Chieti scalo dopo due anni di didattica a distanza a causa della pandemia. Dai bar alle copisterie, la presenza degli studenti ridà respiro agli incassi delle attività commerciali che sorgono intorno all’ateneo.
BAR E PIZZERIE: LA RIPRESATra studio e lezioni da seguire, la routine di uno studente avanza anche tra pause e momenti di svago: punto di forza e di guadagno di bar, ristoranti e negozi vicini alla d’Annunzio. «Siamo di supporto all’università», dice Armando El Demrdash, titolare di Caffè 110 su via Pescara, «economicamente si lavora bene e allo stesso tempo i ragazzi portano un bel clima nel locale». Durante il periodo pandemico, con l’ateneo chiuso molte attività hanno vissuto momenti difficili senza il movimento degli universitari. C’è anche chi aveva deciso di abbassare temporaneamente la serranda del locale. «C’erano solo costi fissi da pagare», racconta Edmondo Ventura di Planet bar, «economicamente non conveniva stare aperti perché senza università e studenti non c’era guadagno». Con il ritorno delle lezioni in presenza e delle attività didattiche a pieno ritmo, è conseguentemente ripreso anche il passeggio degli studenti che per una pausa veloce scelgono i locali vicini all’ateneo. «Quasi tutto l’incasso viene dalle soste di universitari e professori», dice Mariapia Amatobene della pizzeria alla pala L’arco blu, «durante la pandemia non entrava nessuno. Solo qualcuno che abitava nei paraggi». A Chic Cafè in via Pescara i tavolini sono tornati a riempirsi di studenti che in compagnia di un caffè sfogliano un libro. «Il 60 per cento degli incassi viene dai ragazzi», conferma il titolare Marco Giardinelli.
LA STAZIONEAnche la fermata della stazione a Madonna delle Piane si è ripopolata di pendolari che fanno riferimento alle attività vicine per alcuni servizi come i biglietti del treno o un caffè al volo. «La mattina c’è molta affluenza di ragazzi che entrano e poi vanno a prendere il treno», spiega Emiliana Mucci della tabaccheria accanto alla stazione, «prima non si fermava quasi nessuno». Conferma la situazione anche Simone Santuccione, titolare del Gusto, bar a pochi passi dalla fermata. «Un terzo dei nostri incassi giornalieri provengono dagli studenti», racconta il titolare, «i momenti più affollati della giornata sono la mattina e subito dopo pranzo».
LE COPISTERIECosa farebbero gli studenti senza il supporto delle copisterie? Tra manuali di testo e stampe istantanee, sono una delle attività commerciali più frequentate allo Scalo. Ma senza vita universitaria, come accaduto durante la pandemia, i servizi di copisteria e di stampa sono stati messi a dura prova. «Abbiamo lavorato solo con le spedizioni», ricorda Domenico Faieta, di Copisterry, «è stato un periodo cupo per la nostra categoria e il ritorno degli studenti ci ha dato una boccata d’ossigeno perché ci teniamo al rapporto con loro». Per quasi due anni l’assenza degli studenti si è quindi percepita non solo tra le vie dello Scalo, ma anche nelle casse delle attività commerciali. «Gli universitari erano completamente spariti», dice Laura Leva della Pergamena, «finalmente adesso è arrivata la ripresa e il ritorno ad una pseudo-normalità».
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