Bidella trovata morta nel garage, Niente autopsia, slitta la verità

19 Luglio 2022

La positività al Covid della 60enne rallenta di alcuni giorni l’esame tanto atteso anche dai 5 figli  L’avvocato del marito indagato per omicidio: il mio assistito ciò che aveva da dire lo ha detto subito

LANCIANO. Bisognerà attendere uno o due giorni ancora per l'autopsia su Annamaria D'Eliseo, la bidella 60enne trovata morta nel garage di casa con un cavo elettrico intorno al collo. La positività al Covid della salma ha rallentato i tempi dell'esame medico-scientifico ritenuto dirimente per capire cosa sia realmente successo venerdì scorso nella villetta di contrada Iconicella. Se si sia trattato di un gesto autolesionistico estremo da parte della vittima oppure, come ipotizzano Procura e carabinieri, se Annamaria sia stata uccisa. Nel registro degli indagati è stato iscritto il marito, Aldo Rodolfo Di Nunzio, 70 anni, che venerdì ha trovato la moglie esanime e ha dato l'allarme. L'ex vigile del fuoco e imprenditore agricolo è indagato per omicidio volontario.
Alle 13,08 di venerdì, nella chiamata concitata ai carabinieri, ha raccontato di aver trovato nel garage-cantina Anna appesa per il collo con un cavo elettrico e di aver provato a soccorrere la moglie deponendo a terra il corpo. Ma all'arrivo dei carabinieri, guidati dal tenente colonnello Vincenzo Orlando e dal capo del Norm, il tenente Giuseppe Nestola, sarebbero emerse alcune incongruenze nella ricostruzione del marito. Il punto in cui la collaboratrice scolastica avrebbe scelto di attaccare il cavo elettrico per portare a termine il suo intento suicidiario non sarebbe stato individuato.
Nella villetta sono stati quindi chiamati i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Chieti e il medico legale Cristian D'Ovidio per un primo esame esterno della salma. Di Nunzio è stato ascoltato in caserma per ore, fino a notte fonda, ma non sarebbero emersi elementi precisi e concordanti per far scattare un eventuale fermo. Il 70enne è stato quindi rimandato a casa, indagato a piede libero.
È soprattutto dall'autopsia che il pm Serena Rossi, titolare dell'inchiesta, aspetta risposte. L'esame potrebbe svolgersi tra domani e giovedì al massimo, non appena sarà verificata la disponibilità di una sala settoria ad Ancona, adeguata per questo tipo di operazioni.
Domani mattina, intanto, D'Ovidio riceverà dalla Procura di Chieti l'incarico anche per l'autopsia su Umberto Persiani, l'idraulico 56enne stroncato da un infarto. Anche in questo caso la salma è risultata positiva. I due esami potrebbero svolgersi in tempi ravvicinati. L'esito dell'esame medico è atteso anche dai cinque figli di D’Eliseo, che hanno deciso di affidarsi all'avvocato Elisabetta Merlino. I fratelli chiedono di conoscere la verità sulla morte della mamma. I rapporti con il padre sono tesi, ma in questa fase vengono messi da parte di fronte a un uomo solo. «Aspettano anche loro la verità», dice l'avvocato di Di Nunzio, Claudio Nardone, «il mio assistito la sua verità l'ha detta subito. L'autopsia potrà fornire maggiori elementi per interpretare ciò che è successo».
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